mercoledi` 06 maggio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Il Partito Democratico, un partito infestato di antisemiti. Video di Iuri Maria Prado 27/04/2026

Clicca sulla foto per il video



Clicca qui






Rassegna Stampa
05.02.2002 6/2/02 Il novello Ulisse
Il sottotitolo è "Da Beirut a Ramallah, tutti i bunker di Yasser Arafat, un capo braccato da sempre.

Testata:
Autore: Maurizio Chierici
Titolo: «La lunga Odissea (maiuscolo!) di un leader in fuga»
Nella sua edizione del 5 febbraio Il Nuovo.it pubblica un articolo di Maurizio Chierici dal titolo

"La lunga Odissea (maiuscolo!) di un leader in fuga".
Il sottotitolo è "Da Beirut a Ramallah, tutti i bunker di Yasser Arafat, un capo braccato da sempre. Era ragazzo quando scappò da Gerusalemme la prima volta. Ora Sharon lo vuole morto. E poi?".

Con accenti lirici e parole slegate, in stile non giornalistico, Chierici traccia il quadro artefatto di un capo infelice, costretto suo malgrado a nascondersi ovunque vada, che non riesce a far prevalere il sogno ambizioso di libertà per il suo popolo.
Vediamo alcuni passaggi:

"Nel bunker, Arafat aspetta,cannoni puntati sull'ultimo rifugio mentre attorno saltano case, fabbriche, aeroporti...Chi resiste nella speranza, ragionando, e poi orribili miliziani senza divisa illusi che il terrorismo possa piegare l' imperforabile Sharon".
Ha passato "una vita sotto tiro", Arafat,sempre nascosto negli ultimi 50 anni. Ha fatto l' ingegnere nel Kuwait "forse il solo posto normale della sua vita"
correndo a tradire alla prima occasione quel Kuwait che lo aveva ospitato, alleandosi con Saddam che lo aveva invaso.
Poi, lo "scontro" con re Hussein in Giordania "provoca la guerra civile di Settembre Nero":
scontro? Aveva tentato di impadronirsi della Giordania sconvolgendone gli equilibri sociali e culturali oltre che politici, e Hussein fece massacrare migliaia di palestinesi dell' OLP per salvare il regno - e ricordiamoci dei palestinesi che fuggirono in Israele per salvarsi la pelle! Poi, il Libano dove
"agenti di tutti i servizi...arrivavano con uno scopo: eliminare l' uomo che coagulava il patriottismo dei profughi".

Stiamo parlando di Arafat? Di quello vero, che in Libano spadroneggiava armi in pugno, corrompeva, ricattava, estorceva, fino a farsi odiare da tutti? Poi ancora,

l'invasione di Sharon", e "la prigione dorata" di Tunisi..."

Infine, a coronamento di questo ritratto, troviamo Arafat che accetta proposte israeliane vecchie ed umilianti, non Arafat che respinge proposte nuove e rivoluzionarie.E che accetta di "moltiplicare i suoi bunker", dove per l' autore bunker è sinonimo di territori amministrati dall' Autorità Palestinese.


Invitiamo i lettori di Informazione Corretta a commentare l'articolo scrivendo a Il Nuovo, cliccando sull'e-mail sottostante. Si aprirà una casella di posta elettronica già pronta per essere compilata e spedita.


redazione@ilnuovo.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT