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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Libero Rassegna Stampa
09.10.2024 Olanda: se i poliziotti si rifiutano di difendere le sinagoghe
Commento di Giovanni Longoni

Testata: Libero
Data: 09 ottobre 2024
Pagina: 15
Autore: Giovanni Longoni
Titolo: «Se i poliziotti si rifiutano di difendere le sinagoghe»

Riprendiamo da LIBERO di oggi, 09/10/2024, a pag. 15, con il titolo "Se i poliziotti si rifiutano di difendere le sinagoghe", il commento di Giovanni Longoni.

Giovanni Longoni.
Giovanni Longoni

La polizia olandese: molti agenti si rifiutano di proteggere obiettivi sensibili della comunità ebraica, fra cui sinagoghe, scuole ebraiche e i musei sull'Olocausto. Perché molti di questi agenti sono immigrati musulmani.

Marcel de Weerd e Michel Theeboom sono due poliziotti olandesi e rappresentanti degli agenti di religione ebraica. Qualche giorno fa in una intervista al Nieuw Israëlietisch Weekblad, unico setttimanale rimasto della comunità israelitica dei Paesi Bassi, hanno raccontato un fatto incredibile. Anzi, purtroppo credibilissimo, dati i tempi. E cioè che molti loro colleghi si rifiutano di difendere dalla minaccia terroristica le sinagoghe e altri edifici collegati alla comunità ebraica (scuole, musei) adducendo «dilemmi morali» per quanto sta accadendo a Gaza e in Libano.
Èun problema di antisemitismo e di ignoranza ma c’è anche dell’altro. Lo si capisce quando de Weerd e Thee boom rivelano che quei colleghi hanno rifiutato non solo il servizio al nuovo Museo dell’Olocausto ma non hanno voluto nemmeno consumare cibo e bevande preparate per l’inaugurazione del museo, avvenuta a marzo di quest’anno. Insomma è un problema di antisemitismo e di ignoranza ma anche semplicemente di estremismo islamico.

 

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