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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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27/2/02 CONGRESSO DEGLI ULEMA MUSULMANI. COMUNICATO FINALE...
Riflessione di Sandro Magister
Dall'articolo di Sandro Magister:

"È apparso sulla stampa libanese l'11 gennaio 2002. L¹ha pubblicato, in Occidente, "Asia News", del Pontificio istituto delle missioni estere. Ed è

il comunicato conclusivo di un " Congresso degli ulema musulmani" che ha riunito a Beirut oltre duecento dottori della legge coranica.

Gli ulema venivano da trentacinque paesi. Erano di varie tendenze, sunniti e

sciiti, professori dell'università islamica al-Azhar del Cairo e mufti dell¹emigrazione. Il tema: Israele e la Palestina. Incluso un giudizio ­ sollecitato in particolare dal segretario generale dell¹Hezbollah, Hassan Nasrallah ­ sulla legittimità religiosa del suicidio terrorista.

Leggere per credere: annientamento di Israele, esaltazione del "martirio" assassino, guerra santa. Da nessun governo musulmano cosiddetto moderato, da

nessuna alta autorità religiosa è venuta una dissociazione da un simile pronunciamento, che afferma di «dire la parola della verità a nome di tutti

popoli, riti e paesi della nazione islamica». Eccolo qui di seguito per intero, tradotto dall'arabo da Camille Eid:"



CONGRESSO DEGLI ULEMA MUSULMANI. COMUNICATO FINALE



Di fronte alla tragedia cui è sottoposto il popolo palestinese all'ombra dell'aggressione terroristica sionista, appoggiata dalla complicità internazionale e da un incomprensibile silenzio arabo e islamico, gli ulema

musulmani affermano i seguenti punti fermi, a partire dalle loro responsabilità religiose, dal loro incarico sharaitico [da shari'a, la legge

coranica, ndt] e dal dovere morale e umano di appoggiare e proteggere il popolo palestinese e di pronunciare la parola della verità a nome di tutti popoli, riti e paesi della nazione islamica:

- Tutta la Palestina, dal fiume al mare e dall¹estremo nord all'estremo sud,

con tutte le città e i villaggi e con la sua capitale Gerusalemme, è terra arabo-islamica. È patria di tutti i suoi figli palestinesi, siano essi residenti sotto l'ccupazione o costretti a vivere da profughi. Essa [la Palestina] deve tornare a loro e loro a essa, senza alcun impedimento o condizione.

- Gerusalemme, entro i suoi noti confini storici, è città arabo-islamica unica e indivisibile. Spetta a tutti i musulmani il dovere di liberarla, proteggerla e difenderla dalla giudaizzazione e dall'alterazione dei suoi aspetti.

- L'odierna presenza israeliana sulla terra palestinese è una presenza illegale e illegittima in tutte le sue forme e deriva dall'invasione, spoliazione e occupazione, con l'espulsione e dispersione dei suoi abitanti.

Tale presenza si mantiene grazie alla colonizzazione e alla giudaizzazione,

prosegue grazie all'aggressione, al terrorismo e agli eccidi e sarà sempre considerata dai musulmani e nei loro pensieri come estranea, aggressiva e bellica, che viola la terra, i diritti e i luoghi santi nonostante il passare del tempo. I negoziati, gli accordi e i patti con essa stipulati sono da considerare nulli, in quanto non si fondano sulla legge o il diritto.

- La resistenza del popolo palestinese contro l'occupazione e l'aggressione,

in tutte le sue forme, è un diritto legittimo, che l'islam esige come dovere

ed è confermato dalle rivelazioni monoteistiche, dalle leggi naturali e dai

valori umani.

- Le azioni di martirio operate dai mujaheddin contro il nemico sionista sono legittime e trovano fondamento nel libro di Dio e la sunna del suo profeta e rappresentano il martirio più sublime. Il martirio con la spinta dell'ideale e della fede è infatti compiuto dal mujahed con totale coscienza

e libera decisione e rappresenta un'arma strategica tra le più importanti della resistenza, alla quale ha permesso di battere il nemico sul piano morale per imporre una nuova equazione rispetto allo svantaggioso equilibrio

materiale.

- Chiediamo alla comunità internazionale di mettere fine all'aggressione israeliana invece di sollecitare il popolo palestinese aggredito a rinunciare alla sua arma, l'arma del sacrificio della vita in difesa della propria esistenza. Affermiamo il diritto del popolo palestinese di procurarsi con ogni mezzo armi e munizioni in questa sua battaglia per l'autodifesa.

- Rigettiamo categoricamente gli elenchi sui gruppi terroristici presentati

dagli americani, che colpevolizzano iniquamente le forze della nobile resistenza in Libano e Palestina e tutti i paesi, associazioni, istituzioni

e personalità che le appoggiano e le sostengono. Se i protettori e padroni dell'entità sionista nell'amministrazione americana puntano contro la resistenza in quanto unica vera e reale minaccia a quell'entità, noi proclamiamo che quella resistenza rappresenta il fenomeno più sacro della nostra storia contemporanea e l'espressione viva della volontà della nazione

per la difesa dei propri diritti, cause e luoghi sacri contro l'entità sionista. Rappresenta, inoltre, con il suo jihad e mujaheddin, l'onore e la

dignità dei musulmani in ogni luogo ed esprime le aspirazioni umane di tutti

gli oppressi nel mondo.

- L'Hezbollah in Libano, i due movimenti di Hamas e Jihad islamica in Palestina, e le altre forze di resistenza sono l'espressione viva della volontà della nazione e la prima linea di difesa dei diritti, cause e luoghi

sacri dei popoli e paesi. Essi rappresentano con il loro jihad e mujaheddin

l'onore e la dignità dei musulmani in ogni luogo ed esprimono le aspirazioni

umane di tutti i sopraffatti nel mondo. Se i protettori e padroni dell'entità sionista nell'amministrazione americana hanno nel mirino la resistenza perché è l'unica vera e reale minaccia a quell'entità, noi asseriamo che quella resistenza rappresenta il fenomeno più nobile della nostra storia contemporanea.

- Gli ulema invitano il vertice della Lega araba che si terrà in Libano [alla fine di marzo, ndt] a schierarsi con forza contro l'aggressione israeliana al popolo palestinese e a fornire protezione e sostegno all'Intifada e alla resistenza, essendo ciò una responsabilità sia religiosa

sia civile davanti a Dio e ai popoli.

- I partecipanti esprimono la loro stima per il contenuto e il discorso del

principe ereditario saudita Abdallah bin Abdul-Aziz al vertice del Consiglio

di Cooperazione del Golfo e apprezzano le posizioni delle Repubblica araba siriana e della Repubblica islamica in Iran nel sostenere il popolo palestinese e la sua resistenza, considerandole il nucleo di una comune posizione islamica. I partecipanti apprezzano inoltre il ruolo speciale dello Stato e del popolo del Libano nell'opporsi all'occupazione israeliana,

nel custodire la resistenza e nell¹appoggiare l'Intifada, e ringraziano il governo libanese per aver ospitato questo congresso a Beirut e fornito le necessarie facilitazioni per garantire il suo successo.






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