Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Il no di Londra alla Corte dell’Aja Purtroppo solo poche righe del Corriere della Sera
Testata: Corriere della Sera Data: 29 giugno 2024 Pagina: 18 Autore: Redazione del Corriere della Sera Titolo: «La Corte dell’Aia esaminerà il no di Londra all’arresto di Bibi»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 29/06/2024, a pag. 18, il redazionale dal titolo "La Corte dell’Aia esaminerà il no di Londra all’arresto di Bibi"
Rishi Sunak (premier britannico) con il suo omologo israeliano Benjamin Netanyahu. Il Regno Unito non arresterà il premier israeliano, come chiede la Corte Internazionale dell'Aja. Un po' di giustizia, a Londra. Corriere, forza, questa notizia meritava molte più righe!
Il Regno Unito ha contestato il diritto della Corte penale internazionale (Cpi) di emettere mandati di arresto per il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e il ministro della Difesa, Yoav Gallant. La richiesta britannica di ricorso è stata avanzata in segreto il 10 giugno e giovedì scorso i giudici dell’Aia hanno deciso di consentire a Londra di presentare le proprie argomentazioni legali, ritardando così almeno fino a fine luglio la decisione sui mandati richiesti dal Procuratore capo della Cpi.
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