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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Rassegna Stampa
13.08.2003 Riferire senza controllare
è sinonimo di disinformazione

Testata:
Autore: la redazione
Titolo: «Mo: premier palestinese Abu Mazen condanna attentati»
Fra i media italiani, l'Unità in testa:
http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=27999
riferisce senza controllare:

La dirigenza palestinese ha duramente condannato i due attentati che hanno provocato quattro morti, compresi i due kamikaze, e una decina di feriti...

Anche l'Ansa è caduta nella stessa "malinformazione":
http://www.ansa.it/rubriche/mondo/2003-08-12_2984628.html

Le affermazioni della dirigenza palestinese vengono riferite sempre acriticamente, senza verificare i loro siti in inglese e tanto meno le loro affermazioni in arabo.
Infatti, bastava visitare il sito ufficiale della "dirigenza palestinese":

http://www.ipc.gov.ps/ipc_e/ipc_e-1/e_News/news2003/2003-08/052.html

per verificare che la condanna (soft) degli attentati serva solo da appiglio per un attacco durissimo ad Israele.
Ma la cosa più grave è che la dirigenza palestinese, "condannando" il governo d'Israele per l'attentato al centro commerciale di Rosh Ha-Ayin, conclude con queste parole: "Rosh Ha-Ayin è una citta costruita sulle rovine della città palestinese "Ras Al-a’ain", distrutta dalle forze di "occupazione" israeliane nel 1948" (!).
Invece, consultando le loro pubblicazioni, in particolare in un libro intitolato "All that remains" -Tutto quello che e' rimasto-, pubblicato dall'"Istituto per gli studi palestinesi" fondato dalla dirigenza palestinese; lo storico palestinese Walid Khalidi, a pagina 251, scrive: "Il villaggio di Ras Al Ayin e' stato abbandonato dai suoi abitanti arabi all'inizio del ventesimo secolo".
Quindi, non c'è stata nessuna popolazione araba depredata a Rosh Ha Ayin, ma una popolazione di ebrei yemeniti, cacciati dal loro paese, che nel 1949 furono sistemati in un campo profughi provvisorio, che fu prima una base militare inglese, e poi venne trasformato nella citta' di Rosh- Ha Ayin.

Ma questa è storia vera, fatti veri, e questi, anche se conosciuti dai corrispondenti dell'Ansa e dell'Unita' in Israele, non contano, perchè si riferisce solo quello che puo' "contribuire" alla campagna di demonizzazione di Israele.

Invitiamo i lettori di informazionecorretta.com ad inviare il proprio parere alla redazione de L'Unità e dell'Ansa. Cliccando sui links sottostanti si apriranno delle e-mails già pronte per essere compilate e spedite.



lettere@unita.it
redazione.internet@ansa.it

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