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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Libero Rassegna Stampa
03.05.2024 Francia, il socialista Glucksmann aggredito dai pro-Palestina
Cronaca di Mauro Zanon

Testata: Libero
Data: 03 maggio 2024
Pagina: 3
Autore: Mauro Zanon
Titolo: «Gli studenti francesi alzano lo scontro»

Riprendiamo LIBERO di oggi, 03/05/2024, pag. 3, con il titolo "Gli studenti francesi alzano lo scontro", la cronaca di Mauro Zanon

Mauro Zanon
Mauro Zanon

Glucksmann, capolista del Partito Socialista, è stato aggredito nella manifestazione del 1 maggio da attivisti di estrema sinistra e pro-Palestinesi. La sinistra massimalista francese, guidata da Mélenchon, sta aizzando l'odio della piazza araba. E degli studenti delle università, che continuano l'agitazione.

Parigi. La violenza verbale della sinistra radicale francese guidata da Jean-Luc Mélenchon, leader della France insoumise (Lfi), rischia sempre di più di degenerare in violenza fisica. Mercoledì scorso, Raphaël Glucksmann, capolista alle Europee del Partito socialista (Ps) e di Place publique, ha provato sulla sua pelle i metodi squadristi della gauche giacobina, che dall’inizio della campagna elettorale aizza i suoi elettori contro gli altri candidati, e in particolare contro i principali competitor a sinistra. Arrivato a Saint-Étienne per manifestare accanto ai lavoratori, Glucksmann, accreditato nei sondaggielettorali davanti a “France insoumise”, è stato accerchiato da una cinquantina di facinorosi affiliati al partito mélenchonista, che lo hanno insultato al grido di «Glucksmann, vattene» e «socialista bastardo», lanciandogli vernice, uova e lattine. Mélenchon ha smentito qualsiasi partecipazione dei suoi militanti, nonostante i responsabili delle intimidazioni stessero sventolando bandiere della Palestina e di Lfi al momento dell’aggressione, parlando di «espulsione organizzata»: insomma accusando Glucksmann di messinscena. Dal canto suo, il capolista del Ps e di Pp ha dichiarato che questo è «il risultato di mesi di attacchi e di calunnie» fomentati dagli Insoumis, che l’episodio dell’1 maggio è la conseguenza di una «brutalizzazione del dibattito pubblico», di una «violenza verbale» che finisce per «trasformarsi in fisica». Da settimane, il figlio del filosofo André Glucksmann è infatti al centro di una campagna intimidatoria da parte di Lfi, e in particolare da parte di Rima Hassan, candidata palestinese alle Europee con i mélenchonisti, nota per le simpatie pro Hamas.
Il capolista di Lfi è accusato dai seguaci di Mélenchon di essere sottomesso a Israele, di non sostenere la causa palestinese e di essere «complice del governo genocida di Netanyahu». In realtà, Glucksmann cerca solo una posizione di equilibrio, denunciando le derive antisemite cui stiamo assistendo in questi giorni, con occupazioni di scuole e istituti al grido di «Israele assassino» (così urlavano la scorsa settimana gli studenti pro palestinesi di Sciences Po). E la temperatura sta salendo ancora: atenei bloccati in tutto il Paese, richieste - respinte di stop agli accordi e ai master con Tel Aviv, con la ministra dell’Università, Sylvie Retailleau, che invita i rettori «a garantire l’ordine». C’è stata anche una nuova evacuazione di studenti che bloccavano la Sorbona, in 300 si erano riuniti organizzando un accampamento di una ventina di tende: «Siamo tutti figli di Gaza», «la Palestina vivrà, la Palestina vincerà» recitavano alcuni degli slogan.
Ieri, la direzione di Sciences Po Lille ha deciso di chiudere la scuola, inizialmente fino a mezzogiorno, dopo un «tentativo di blocco da parte di studenti “in parte esterni” a Science Po», ha dichiarato la direzione in un comunicato stampa.

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