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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Il Sole 24 Ore Rassegna Stampa
11.06.2003 La colpa è sempre di Sharon
Hamas è un'organizzazione terroristica ma Ugo Tramballi non lo sa

Testata: Il Sole 24 Ore
Data: 11 giugno 2003
Pagina: 1
Autore: Ugo Tramballi
Titolo: «Da Cairo un servizio sull'attentato di Gerusalemme»
Questa sera, sul canale televisivo Sole 24 Ore, alle ore 19,35, la conduttrice Sara Bianchi ha intervistato il collega Ugo Tramballi, che parlava dal Cairo.
Richiesto di commentare l'attentato di Gerusalemme, Tramballi ha spiegato che il tentativo di ieri di eliminare Rantisi, ad opera degli israeliani, è stato un errore grave dovuto alla scarsa fiducia che gli israliani hanno delle parole di Abu Mazen. Secondo Tramballi Abu Mazen aveva dichiarato di essere vicinissimo ad un accordo con i movimenti Hamas e Jihad per una interruzione degli attentati, ma Sharon non ci ha creduto e ha tentato il colpo. Ecco che, con questa provocazione, adesso Sharon non può lamentarsi più di tanto della ritorsione di Hamas.
Un ascoltatore sprovveduto potrebbe trovare questo ragionamento molto logico. Potrebbe perfino giustificare il terrorista suicida: Tramballi non dice (se ne guarda bene) che l'attentato di oggi non ha bisogno di pretesti agli occhi dei palestinesi. Non dice che Hamas ha sempre detto di voler liberare la Palestina con gli attentati suicidi. Non dice che indurre un ragazzo a farsi saltare in aria è di per sé un atto criminale.
Tutto quello che ha da dire è che si è innescata di nuovo la spirale della violenza.

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