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Rassegna Stampa
02.06.2003 Sharon "boia"
Così continua a vederlo De Giovannangeli

Testata:
Autore: Umberto De Giovannangeli
Titolo: «Sulle colonie illegali i»
La notizia che soldati israeliani abbiano recentemente scoperto 2 terroristi di Hamas mentre stavano piazzando un ordigno (contenente 30 Kg di esplosivo) su una strada vicino a Jenin non smuove De Giovannangeli dall’incrollabile convinzione che se il percorso della Road Map sarà irto di ostacoli sarà solo ed unicamente colpa del governo Sharon. Tuttavia quando l’operato del premier israeliano non si presta a particolari critiche strumentali, ecco che il giornalista se la prende con i ministri del governo Sharon: i "falchi", quelli della destra ultranazionalista religiosa (come li definisce lui e mentre li nomina gli manca quasi il respiro, ne siamo sicuri), i protettori dei "coloni" (che per antonomasia sono dei cattivoni, ancora più malvagi dei già malvagi "soldati israeliani").

Il giornalista dedica quindi tutto il suo fumoso articolo a riportare le inquietudini che percorrono ultimamente il governo Sharon.

Certamente in questi giorni l’atmosfera politica in Israele è tesa, e del resto, ci sembra una cosa normale visto il momento particolarmente cruciale del coinvolgimento di Israele nella Road Map, tuttavia il giornalista fa di tutto per far capire al suo lettore che il governo di Sharon (boia) è stracolmo di oltranzisti e che sarà a causa loro e del loro estremismo se la Road Map non si attuerà.

Abu Mazen invece sta a guardare, in attesa che Israele si impegni finalmente in modo sincero per la pace e nel frattempo un estasiato De Giovannangeli riporta la dichiarazione del premier palestinese per cui con i gruppi terroristici

Useremo la forza della logica, e non la logica della forza




Ed Arafat? Il giornalista arriva a dire di lui:




Arafat veste i panni dell’uomo del dialogo, oltre che di padre della patria, e si dice convinto che un accordo con Hamas per la sospensione degli attacchi contro Israele, sia ormai imminente.


Un normale dibattito all’interno di un governo di uno stato democratico diviene una faida di pericolosi estremisti politici, un pesantissimo attentato terroristico viene sventato all’ultimo minuto e si parla di "accordo" con i terroristi ed Arafat viene persino definito "uomo del dialogo", "padre della patria": il mondo di De Giovannangeli è completamente alla rovescia.
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