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Rassegna Stampa
19.05.2003 Scrive ma non riflette
De Giovannangeli, perchè ci fai lavorare così tanto ?

Testata:
Autore: Umberto De Giovannageli
Titolo: «Israele: un Kamikaze contro la pace»
Il giornalista dell’Unità riporta la notizia del terrorista palestinese che, travestitosi da ebreo "ultraortodosso", si è fatto esplodere in una piazzetta di Hebron (uccidendo civili israeliani). Tuttavia il giornalista non si fa impressionare da un simile doloroso evento e persegue instancabile la sua propaganda anti-Sharon (leggasi: anti-israeliana). Il suo articolo è veramente denso di falsità e mistificazioni, scegliamo dunque solo un piccolo estratto significativo tra i tanti disponibili




La Road Map verrà discussa, forse emendata, di certo non accantonata. Ma il momento della verità non è scattato ieri notte a Gerusalemme; quel "momento" scoccherà martedì prossimo, nell’incontro (l’ottavo) alla Casa Bianca tra Ariel Sharon e Gorge Bush.


A decidere dunque sono unicamente gli americani e gli ebrei, secondo il giornalista. I Palestinesi non hanno nessuna voce in capitolo.


Solo allora e all’ "amico George" , "Arik" svelerà le sue carte e , forse, annuncerà aperture più sostanziali. Per il momento al premier israeliano basta la stretta di mano con Abu Mazen e un’offerta, condizionata, di tregua. Ai Palestinesi, No.




Simili affermazioni non meriterebbero nemmeno un commento. Aggiungiamo solo che De Giovannangeli continua senza vergogna a diffondere l’idea che

1_il presidente americano sia un pupazzo nelle mani degli ebrei.

2_il premier Sharon e gli israeliani non vogliono veramente la pace. La pace la desiderano solamente i palestinesi.

3_il terrorismo contro gli israeliani è solo una scusa dietro cui si nascondono le mire espansionistiche degli israeliani.

Facciamo inoltre notare che l’articolo principale è posto accanto ad un altro che si intitola (a caratteri cubitali) "Ecco la democrazia debilitata. Secondo un sondaggio oltre la metà degli israeliani è contro la piena uguaglianza di diritti con gli arabi".

Israele è un paese esasperato da guerre e attentati terroristici, eppure nessun israeliano si sogna di negare il diritto all’esistenza dei palestinesi.

In Israele almeno il 20% della popolazione è di religione mussulmana: sono arabi che hanno i loro rappresentanti in parlamento, sono cittadini con pieni diritti.

Tra i palestinesi sono diffusissime invece le famigerate cartine geografiche in cui lo Stato d’Israele nemmeno compare.

Quando De Giovannangeli parla di "democrazia debilitata" dovrebbe riflettere su quello che dice.












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