Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Deborah Fait risponde a una lettrice La disinformazione dei media
Testata: Informazione Corretta Data: 05 giugno 2023 Pagina: 1 Autore: Deborah Fait Titolo: «La disinformazione dei media»
Lia Ben Nun
Gentile Deborah,
Ecco come “La Stampa” presenta l’accaduto! Poi leggendo l’articolo vedi che i soldati israeliani sono stati uccisi! Chi legge solo il titolo viene disinformato! Scusatemi, ma certe cose mi fanno arrrraaaabbbbbbiiiiaaaarreeee! Shalom.
Il modo di disinformare il pubblico quando la notizia riguarda Israele è, in molti casi, scandalosa. Scrivere di due soldati feriti quando tre sono stati ammazzati è imperdonabile. Lia Ben Nun aveva 20 anni. Uri Itzhak aveva 19 anni. Ohan Dahan aveva 19 anni. Tutti e tre sono stati sepolti domenica e tutto Israele li piange. Sono 85 anni che ammazzano la nostra gioventù, per ottenere niente, solo per soddisfare il loro odio, solo per la loro sete di sangue ebraico. Il loro assassino portava addosso il Corano e vari coltelli. Era un soldato dell’esercito egiziano e i nostri ragazzi si sono fidati perché con l’Egitto è in atto una pace, seppur fredda, che però dura da anni. I soldati dei due eserciti hanno buoni rapporti e non si è mai sentito parlare di tensione tra loro. Stanno attenti soprattutto che non passino droga o armi con cui i beduini riforniscono i terroristi dell’Isis. L’assassino ha approfittato di questa situazione per aprire il fuoco contro Lia e Uri che facevano la solita perlustrazione. In seguito è entrato in Israele dove ha ammazzato il terzo soldato, Ohan, ed essere a sua volta colpito a morte. Che i media, in questo caso La Stampa, invertano la situazione mentendo spudoratamente è vergognoso e inaccettabile. Un cordiale shalom