Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Testata: La Repubblica Data: 22 aprile 2023 Pagina: 36 Autore: Timothy Garton Ash, Bernard Guetta, Ezio Mauro, Adam Michnik Titolo: «Per Navalny e Kara-Murza»
Riprendiamo dalla REPUBBLICA di oggi, 22/04/2023, a pag. 36, con il titolo "Per Navalny e Kara-Murza", l'appello di Timothy Garton Ash, Bernard Guetta, Ezio Mauro, Adam Michnik.
Aleksej Navalny
Vladimir Kara-Murza
Sono rari, indispensabili e di un coraggio incrollabile. Tre buone ragioni per cui uomini di Stato e semplici cittadini, artisti, sindacati, Chiese e intellettuali, oggi, devono fare di tutto per impedire che Aleksej Navalny e Vladimir Kara-Murza muoiano in prigione. Sono rari perché di coloro che avrebbero potuto assumere cariche importanti in Russia ne sono stati assassinati o stritolati talmente tanti che loro sono tra gli ultimi a potervi aspirare. Non sono, per fortuna, gli unici a essere in grado di incarnare e dirigere, un domani, la Russia post-putiniana. Anche altri, noti o ancora ignoti, potrebbero esserne in grado, ma nessuno di loro ha la notorietà e l’esperienza che Aleksej Navalny e Vladimir Kara-Murza hanno acquisito in quindici anni dedicati a unire l’opposizione, difendere il diritto e denunciare la corruzione. Sono indispensabili perché il fallimento dell’aggressione commessa contro l’Ucraina apre inevitabilmente una crisi politica a Mosca. A breve o a medio termine, si porrà la questione di un ricambio al Cremlino, perché laFederazione Russa sarà minacciata dal frazionamento e dal caos. Quel giorno, ci sarà bisogno di uomini capaci di preservare la stabilità dell’Europa e del mondo preservando quella della Russia. Quel giorno, avremo tutti bisogno, in Russia e altrove, del coraggio e della forza di Aleksej Navalny e Vladimir Kara-Murza per far ascoltare la voce della Ragione. Quel giorno, sarà necessario che non siano già morti a causa delle condizioni in cui sono detenuti, ed è il motivo per cui lanciamo questo appello. Ognuno, urgentemente, deve dire e far dire a Vladimir Putin, in gruppo o individualmente, sui siti delle ambasciate russe o del Cremlino: «No, signor presidente, non deve più accanirsi contro Aleksej Navalny e Vladimir Kara-Murza per la sola ragione che sono i più famosi tra i suoi oppositori. Deve rinunciare a volere la loro morte, garantire che vivano e restituire loro la libertà».
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