Ci risiamo Come se Sharon non fosse già stato considerato non responsabile per l'eccidio di Sabra e Shatila, la Corte belga riapre il caso su pressione di alcuni palestinesi
Testata: Autore: Umberto De Giovannageli Titolo: «Sabra e Chatila, la Corte belga riapre il fascicolo su Sharon»
Se si esamina la storia dello Stato di Israele è difficile trovare un altro primo ministro tanto "bersagliato" quanto Sharon. Da quando è stato eletto due anni fa il suo nome è sempre stato associato agli epiteti di "guerrafondaio", "oppressore", "falco" per citare solo i più miti. E, come se non bastasse, alcuni mesi fa il Belgio, su pressione di alcuni palestinesi residenti in quel paese, ha deciso di incriminare Sharon per i massacri compiuti nei campi profughi di Sabra e Chatila nel 1982. Quegli orrendi crimini furono materialmente commessi dalle milizie falangiste di Eli Hobeika e nessun militare israeliano si macchiò di quel sangue innocente. Una Commissone appositamente costituita per indagare sui fatti (la Commissione Kahan) accertò che Sharon non fu direttamente responsabile di quell'eccidio.
Quello che stupisce maggiormente è che dopo vent'anni l'accanimento contro Sharon non dia segni di cedimento e se una prima sentenza emessa da un tribunale belga nel giugno dello scorso anno aveva deciso che il primo ministro israeliano non poteva essere giudicato per quei fatti, è solo del mese scorso l'adozione da parte del Senato belga di alcuni emendamenti alla "legge di giurisdizione universale" del 1993 che consente ai tribunali del Paese di perseguire chiunque sia accusato di aver commesso crimini di guerra indipendentemente dal luogo in cui sono stati commessi ed anche se l'accusato non è di nazionalità belga.
Riportiamo alcuni stralci dell'articolo nel quale il giornalista si limita a riportare la notizia senza alcuna precisazione storica o commento. E' crisi tra Gerusalemme e Bruxelles. A determinarla è la decisione della Corte di Cassazione belga di annullare la sentenza che stabilisce l'irricevibilità della denuncia per crimini contro l'umanità depositata contro il premier israeliano Ariel Sharon, aprendo di fatto la strada ad un eventuale processo. La Cassazione ha però stabilito l'impossibilità di procedere fino a quando Sharon sarà coperto dall'immunità di cui gode per la propria funzione. Questo vuol dire che le accuse potranno essere rilanciate il giorno in cui "Arik" non sarà più al governo. A dare l'avvio alla procedura sono stati alcuni palestinesi residenti in Belgio che accusano Sharon ? a quei tempi ministro della Difesa ? di essere alla base dei massacri perpetrati nei campi profughi di Sabra e Chatila nel 1982 in Libano. L'accusa contro Sharon è pesantissima: quella di essersi macchiato di crimini contro l'umanità. La decisione della Corte di Cassazione belga ? afferma Netanyahu ? è uno scandalo, una provocazione, che legittima il terrorismo: il Belgio non fa del male solo a Israele, ma all'intero mondo libero. E la risposta israeliana sarà molto severa. Di segno opposto è la reazione degli avvocati dei sopravissuti di Sabra e Chatila. Si è trattato di una grande vittoria per la giustizia internazionale e per le vittime dell'orrendo massacro compiuto a Sabra e Chatila dai falangisti libanesi con il sostegno delle forze armate israeliane guidate da Ariel Sharon, dichiara l'avvocato Chibli Mallat. La decisione assunta dalla Corte di Cassazione ? prosegue l'avvocato Mallat ? riconosce che la legge belga può esercitare una giurisdizione universale di fronte a crimini contro l'umanità perpetrati fuori dai confini nazionali. Rilevando ancora una volta l' assenza di un qualsiasi commento da parte del giornalista viene da chiedersi se il legislatore abbia valutato attentamente le ricadute sul piano politico, giuridico e sociale di una tale legge. Invitiamo i lettori di informazionecorretta.com ad inviare la propria opinione alla redazione dell'Unità. Cliccando sul link sottostante si aprirà una e-mail già pronta per essere compilata e spedita.