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Rassegna Stampa
12.02.2003 Israele sotto l’incubo degli attentati
La paura di attentati torna in Israele ma all'Unità interessa solo il fatto che i territori siano di nuovo stati chiusi

Testata:
Autore: Umberto De Giovannageli
Titolo: «Allarme attentati, Israele sigilla i Territori»
L’incubo attentati ritorna prepotentemente in Israele. Alcuni terroristi stanno progettando un attentato di proporzioni immani che potrebbe provocare centinaia di morti.

Ne consegue che le forze di sicurezza israeliane sono in stato di massima allerta.

Ma l’incipit dell’articolo è focalizzato sulla chiusura dei Territori.

Territori sigillati. Chiusura totale dei valichi di transito almeno sino a venerdì.

Cinquanta attentati palestinesi sono in fase avanzata di preparazione. Ad affermarlo sono fonti militari di Tel Aviv che giustificano così la frettolosa chiusura dei Territori palestinesi, ordinata a sorpresa l’altra notte.



Dagli attentati sventati al sangue versato nei Territori: un bambino palestinese di otto anni, Hassan al Ghoul, è rimasto ucciso in serata nel centro di Qalqilia (Cisgiordania), nel corso di una sparatoria tra soldati israeliani e giovani palestinesi. Hassan al-Ghoul si trovava per strada assieme ad un gruppo di amici impegnati a tirare sassi contro le truppe israeliane.
Quando avrebbero dovuto essere a casa impegnati in ben altre attività
I soldati, che avevano già ingaggiato una sparatoria con altri palestinesi, avrebbero allora aperto il fuoco anche in direzione del gruppo di ragazzini.
Sarebbe interessante sapere se il giornalista ha visto con i suoi occhi i soldati puntare i mitra contro il ragazzino e se così non è qual è la fonte alla quale ha attinto per fornire questa notizia?
Poche ore dopo, in un agguato nel cuore di Betlemme, ad essere ucciso dal fuoco di un commando palestinese è un ufficiale israeliano colpito mentre era a bordo della sua automobile.
Vorremmo sottolineare, come spesso capita leggendo articoli sull’Unità, che i morti palestinesi – in questo caso un bambino – sono sempre perfettamente identificati, dell’ufficiale israeliano non si conosce né il nome né l’età.

Potrebbe essere un caso, ma il dubbio che non lo sia è molto forte.

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lettere@unita.it

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