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Rassegna Stampa
25.04.2002 Anche le fotografie sono messaggi
Anche le fotografie sono messaggi

Testata:
Autore: un giornalista
Titolo: «Anche le fotografie sono messaggi»
La fotografia che il quotidiano l’Unità propone il 25 aprile a pag. 10 non è sostanzialmente diversa da quelle apparse nei giorni scorsi.

Le immagini delle case distrutte di Jenin con le didascalie che richiamano al "massacro" del campo profughi, delle donne palestinesi piangenti, dei bambini che vagano per le strade semideserte dimostrano il chiaro intento di mostrare al lettore un’unica dimensione della sofferenza, quella palestinese.

E pensare che da molte parti si dice che Israele ha impedito l’ingresso nel campo profughi della stampa internazionale!!

La fotografia, oggetto di questa riflessione, riporta l’immagine di due frati che aiutano un giovane palestinese ferito davanti alla Basilica della Natività a Betlemme, dove ieri si è sparato di nuovo.

Questa è la didascalia con la quale il quotidiano La Stampa spiega la medesima foto.

Ecco invece come l’Unità la presenta:

"Un frate ed un palestinese mentre soccorrono un giovane ferito dagli israeliani

nel piazzale antistante la Basilica della Natività a Betlemme".

Il quel luogo vi sono stati dei combattimenti, ma il giornalista non ha dubbi: il palestinese è stato ferito dall’esercito israeliano.

E’ molto strano (ma considerata la linea adottata dal quotidiano l’Unità assolutamente comprensibile) che non siano apparse le fotografie dei frati armeni che, terrorizzati per essere stati derubati dai palestinesi, uscivano dalla basilica tenendo un cartello con la scritta. "Please, help!!"

Oppure che nessuna immagine sia apparsa della feroce esecuzione perpetrata da palestinesi ad Hebron, nella quale sono stati letteralmente massacrati tre "collaborazionisti".

Scegliere una fotografia piuttosto che un’altra o commentarla faziosamente è un modo per orientare l’opinione pubblica che non lascia spazio all’obiettività ed alla correttezza giornalistica.


Invitiamo i lettori di I.C. ad esprimere le loro proteste in merito a questa fotografia ed al suo commento


lettere@unita.it

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