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Rassegna Stampa
30.05.2002 Le "sconfessioni" di Al Fatah
Le "sconfessioni" di Al Fatah

Testata:
Autore: un giornalista
Titolo: «Espellere Arafat: è scontro tra Sharon e il generale Mofaz»
Pochissime righe sono dedicate alla tragica notizia della strage perpetrata da un palestinese nell’insediamento di Itamar in Cisgiordania: poche righe, quasi frettolose per raccontare che tre adolescenti sono stati sterminati dalla ferocia di un terrorista.

Il resto dell’articolo è incentrato sulla disputa fra il capo di Stato Maggiore di Tsahal, Shaul Mofaz, "deciso sostenitore dell’espulsione di Arafat" ed il ministro della Difesa Ben Eliezer, contrario a questa proposta.

Scrive De Giovannangeli:

" Una riunione tesa, durata molte ore e conclusasi con la decisione di proseguire intensificandole le incursioni nei Territori".

Divisioni all’interno del governo e decisione finale di una nuova offensiva militare sono i punti evidenziati nell’articolo, senza peraltro considerare che:

1) la pluralità delle opinioni è l’humus di ogni sana democrazia;
2) esiste un’ altra possibilità per il governo israeliano di difendere l’incolumità dei suoi cittadini se non intervenire nei luoghi dove i terroristi trovano rifugio? (visto che chi sarebbe preposto non lo fa).

Prosegue:

"In attesa dell’arrivo in Israele e nei Territori del direttore della CIA, George Tenet, c’è da registrare la sconfessione da parte di Al Fatah delle "Brigate dei martiri di Al-Aqsa, il gruppo armato che ha rivendicato gli ultimi attentati in Israele".



Le "sconfessioni" di Al Fatah

"Espellere Arafat: è scontro tra Sharon e il generale Mofaz" è il titolo di un breve articolo apparso su l’Unità del 30 maggio a pagina 12.

Pochissime righe sono dedicate alla tragica notizia della strage perpetrata da un palestinese nell’insediamento di Itamar in Cisgiordania: poche righe, quasi frettolose per raccontare che tre adolescenti sono stati sterminati dalla ferocia di un terrorista.

Il resto dell’articolo è incentrato sulla disputa fra il capo di Stato Maggiore di Tsahal, Shaul Mofaz, "deciso sostenitore dell’espulsione di Arafat" ed il ministro della Difesa Ben Eliezer, contrario a questa proposta.

Scrive De Giovannangeli: " Una riunione tesa, durata molte ore e conclusasi con la decisione di proseguire intensificandole le incursioni nei Territori".

Divisioni all’interno del governo e decisione finale di una nuova offensiva militare sono i punti evidenziati nell’articolo, senza peraltro considerare che:

1) la pluralità delle opinioni è l’humus di ogni sana democrazia;
2) esiste un’ altra possibilità per il governo israeliano di difendere l’incolumità dei suoi cittadini se non intervenire nei luoghi dove i terroristi trovano rifugio? (visto che chi sarebbe preposto non lo fa).

Prosegue: "In attesa dell’arrivo in Israele e nei Territori del direttore della CIA, George Tenet, c’è da registrare la sconfessione da parte di Al Fatah delle "Brigate dei martiri di Al-Aqsa, il gruppo armato che ha rivendicato gli ultimi attentati in Israele".

Sarebbe stato opportuno "registrare" anche che è solo dopo ben 20 mesi dall’inizio dell’Intifada e della nuova scia di sangue e terrore che i leader di Al Fatah "sconfessano un gruppo che è loro diretta emanazione".

Se forti dubbi sulla sincerità di tale affermazione sorgono spontanei, l’autobomba scoppiata ieri sera a Gerusalemme nel quartiere di Kiryat Yovel non contribuisce certo a fugarli.



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