Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
È massima allerta in Israele: si teme una nuova escalation Cronaca di Fiammetta Martegani
Testata: Avvenire Data: 31 marzo 2022 Pagina: 15 Autore: Fiammetta Martegani Titolo: «È massima allerta in Israele: si teme una nuova escalation»
Riprendiamo da AVVENIRE di oggi, 31/03/2022, a pag.15 con il titolo 'È massima allerta in Israele: si teme una nuova escalation' l'analisi di Fiammetta Martegani.
Fiammetta Martegani
E’ massima allerta in Israele: in una sola settimana cellule del terrorismo affiliate a Daesh e Hamas hanno colpito tre città — Beersheva, Hadera e Bnei Brak — uccidendo 11 persone e riportando l'orologio indietro allo scorso maggio, quando i primi episodi di violenza nelle città miste avevano innescato l'escalation che ha portato al conflitto con la Striscia di Gaza. L'esercito israeliano ha già arrestato 5 persone in Cisgiordania sospettate di essere coinvolte nell'attentato di martedì sera a Bnei Brak costato la vita a 5 persone. Ancora ieri le strade della cittadina ultraortodossa a est di Tel Aviv erano deserte. Lì, Dia Hamarsha, un palestinese di 27 anni originario del villaggio di Yabed (Cisgiordania) e militante della Jihad, ha seminato morte con un fucile automatico prima di venire ucciso. Le autorità hanno comunicato i nomi di tre delle vittime: Amir Khoury, 32 anni, agente di polizia araboisraeliano, cristiano di Nazareth, che i media ricordano come un eroe: è stato trai primi ad affrontare il terrorista, sacrificando la sua vita per salvare i suoi concittadini ebrei; il rabbino Avishay Yehezkel (29 anni) ucciso mentre faceva scudo col suo corpo al figlioletto; e Yaakov Shalom, padre di cinque figli, colpito mentre era al volante della sua auto. Altre due vittime sono di nazionalità ucraina: la loro identità non è stata fornita, ma le autorità hanno spiegato che avevano 23 e 32 anni, erano in Israele da tempo, ed erano seduti all'ingresso di un negozio a Bialik Street quando l'attentatore ha aperto il fuoco. Il governo, il primo nella storia del Paese ad avere al suo interno una componente araba—il partito Rum di Mansour Abbas — è in difficoltà. I famigliari delle vittime hanno chiesto che nessun membro dell'esecutivo si presentasse ai funerali, cui hanno partecipato migliaia di persone. Trema anche Abu Mazen, che ha condannato gli attentati: «L'uccisione di civili palestinesi e israeliani—ha dichiarato — può solo contribuire a deteriorare la situazione, specialmente alla vigilia del mese santo del Ramadan e delle festività cristiane ed ebraiche». Si teme che anche oggi, come un anno fa, Hamas cavalchi il malcontento per provare a disarcionare il presidente dell'Anp. I rapporti tra le due fazioni palestinesi sono a un punto critico. Proprio nei giorni scorsi Fatah, il partito di Abu Mazen, ha vinto la seconda fase delle municipali in Cisgiordania, e ha attaccato pesantemente Hamas «che ha agito in maniera opportunistica per impedire che le elezioni si svolgessero anche a Gaza».
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