Jordan Peterson intervista Benjamin Netanyahu sulla storia di Israele Video con sottotitoli italiani a cura di Giorgio Pavoncello
Jordan B. Peterson intervista il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu sulla storia di Israele e sul diritto degli ebrei alla loro terra ancestrale, la Terra d'Israele, situata tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo. Questa è la risposta alla narrazione falsa araba e alla loro assurda rivendicazione della terra di Israele, la patria del popolo ebraico da tempo immemorabile. La risposta a qualsiasi rivendicazione araba su una terra che chiamano "Palestina". La terra di Israele, che hanno invaso, non è mai stata terra araba e non sarà mai loro.
Un attentato suicida perpetrato ai danni della popolazione civile, è un crimine contro l'umanità. Lo ha stabilito ufficialmente Amnesty International.Il 6 gennaio, sul sito ufficiale dei martiri delle brigate Al Aqsa (movimento alle dirette dipendenze di Arafat) è apparsa la rivendicazione del doppio attentato suicida di Tel Aviv, nel quale sono morte 23 persone innocenti: alcuni di loro erano cittadini israeliani, altri stranieri, ma tutti esseri umani che si trovavano lì per puro caso. Ecco il testo della rivendicazione: In nome di Allah misericordioso le brigate dei martiri di Al Aqsa braccio armato del Fatah Palestina
Allah è grande, Allah è grande, Allah è grande Comunicato militare delle brigate dei martiri di Al Aqsa Le brigate dei martiri di Al Aqsa rivendicano la piena responsabilità delle due azioni suicide avvenute nel centro di Tel Aviv. Continuando lotta e morte per seguire la via di Allah, con l'aiuto di Allah e fidando nel richiamo della Jihad, un'unità suicida formata da due kamikaze - Borak Rifat Abed Alrahaman Halifa e Yimad Mohammed Ibrahim El-Nuri, della città di Nablus - è riuscita ad infiltrarsi, questa sera (5-1-03) in territorio sionista e a raggiungere il cuore di chi ha confiscato, a Tel Aviv, i diritti dei musulmani e a perpetrare, una dopo l'altra, due azioni suicide. Il primo kamikaze si è fatto saltare in aria in una strada affollata e il secondo, subito dopo, in una strada parallela. Queste azioni suicide hanno provocato un alto numero di morti, nel centro dell'occupazione sionista della nostra terra. Noi giuriamo, davanti al nostro popolo, che ci saranno altri attentati suicidi. Le brigate dei martiri di Al Aqsa parlano e agiscono, promettono e attuano. Firmato L'armata popolare delle brigate dei martiri Al Aqsa Palestina, 5/1/03"
Questa volta, oltre all'America, anche l'Unione Europea ha condannato l'attentato. Perfino Solana, sempre così sollecito a capire le ragioni dei palestinesi, non ha avuto altra scelta che prendere le distanzse da chi, in nome di D-o, ha tolto deliberatamente la vita ai suoi simili. Eppure, l'Unione Europea non controlla dove vanno a finire i soldi che elargisce all'ANP. Come è possibile che, nonostante i milioni di euro che solo l'Unione Europea dà ogni mese, la popolazione civile palestinese non abbia un livello di vita dignitoso? La risposta è abbastanza semplice: i soldi vengono utilizzati per comprare le armi, per pagare il premio alle famiglie degli attentatori e per arricchire indebitamente la dirigenza palestinese. Il miglior aiuto che possiamo dare ai palestinesi è quello di renderli consapevoli del loro stato, di far si che si ribellino a chi li sfrutta e di far loro capire che l'unica soluzine è la via della pace, della convivenza, della fine dell'odio che, se coltivatgo fin dalla più tenera età, procura solo disperazione e lutti.