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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
03.01.2022 Rosa Hanan (1920-2022), addio alla testimone della Shoah
Cronaca di Severino Colombo

Testata: Corriere della Sera
Data: 03 gennaio 2022
Pagina: 27
Autore: Severino Colombo
Titolo: «Addio Rosa Hanan, testimone della Shoah»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 03/01/2022, a pag. 27, con il titolo "Addio Rosa Hanan, testimone della Shoah", il commento di Severino Colombo.

Shoah, morta Rosa Hanan: aveva 102 anni.
Rosa Hanan

Addio a Rosa Hanan, importante testimone della Shoah che si è spenta l'altra notte. Aveva centouno anni: la sua storia e la sua testimonianza rimangono nei ricordi di chi l'ha conosciuta, compresi i molti studenti delle scuole incontrati negli anni per raccontare la sua drammatica esperienza. Nata a Rodi l'8 settembre 1920, figlia di Mosè Hanan e Miriam Leon, cresce con altri sette fratelli nella Juderia, il quartiere ebraico di Rodi, isola greca che era allora possedimento italiano. Il 23 luglio 1944 viene deportata insieme alla madre e al fratello Herzl: il 16 agosto entra ad Auschwitz Birkenau, dove viene immatricolata con il numero A-24360. E trasferita a Dachau e poi a Kaufering Türkheim. Da qui riesce a fuggire: si nasconde in una fattoria fino all'arrivo degli Alleati. Dopo la liberazione si trasferisce a Milano, dove incontra Giuseppe Mallel, pure originario di Rodi e sopravvissuto ai campi di sterminio. I due si sposano a Rodi nel 1947; lì nasce il primogenito Nissim. Il secondo figlio nasce nel Congo belga, dove la famiglia si è trasferita; viene chiamato Herzl, come il fratello di Rosa, ucciso a Mauthausen. Dopo altri spostamenti (Rhodesia, Sudafrica) l'approdo definitivo a Roma, dove viveva. Aveva mantenuto un forte legame con la comunità di Rodi trasmettendone le tradizioni a figli e nipoti. Nella Juderia di Rodi era cresciuto anche Sami Modiano, altro sopravvissuto all'Olocausto, che su «Shalom.it», rivista della comunità ebraica di Roma, ha ricordato il forte legame: «La sua scomparsa è un grande dolore. Andavo a pranzo a casa sua e lei veniva da me: facevo parte della sua felicità».

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