Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
16 ottobre 1943: il silenzio complice di Pio XII L'omissione della responsabilità del Papa su Avvenire
Testata: Avvenire Data: 24 ottobre 2021 Pagina: 7 Autore: la redazione di Avvenire Titolo: «La deportazione dell'ottobre 1943, il ricordo a Roma»
Riprendiamo da AVVENIRE - Lazio di oggi, 24/10/2021, a pag.7, la breve "La deportazione dell'ottobre 1943, il ricordo a Roma".
Nel ricordo pubblicato da Avvenire c'è una evidente e colpevole omissione: quella sul ruolo di Pio XII a Roma durante la Shoah. Manca infatti ogni riferimento al silenzio compice del Papa, che non mosse un dito e non aprì bocca non solo quando gli ebrei venivano deportati a milioni da tutta Europa, ma anche quando venivano deportati dal Portico di Ottavia, a poche centinaia di metri dalla Santa Sede.
Ecco la breve:
Adolf Hitler, Pio XII
Il vescovo Ambrogio Spreafico ha partecipato, domenica scorsa, alla cerimonia in memoria della deportazione degli ebrei di Roma organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio e la Comunità Ebraica di Roma. Prendendo la parola ha spiegato che «la memoria secondo le Sacre Scritture ebraico-cristiane è uno dei pilastri della vita di fede delle nostre comunità e del nostro vivere insieme. "Ricordati", dice ripetutamente Dio a Israele. La memoria fa la storia, la costruisce anche nei momenti difficili come quello che stiamo attraversando; anzi proprio in questi momenti abbiamo bisogno di non dimenticare, perché senza memoria saremmo tutti schiavi del presente, di un io che vorrebbe sottometterci alla paura, che rende distanti e persino nemici. La memoria fa vivere; persino la memoria del male come quella di questa sera pub essere un richiamo alla vita. La memoria infatti è anzitutto la memoria di un'alleanza che Dio ha stabilito con Noè e con l'umanità intera e poi con Abramo e con il suo popolo Israele, e che con Gesù è giunta anche a noi cristiani». Riprendendo le parole che «papa Francesco scrive così bene nell'enciclica "Fratelli tutti" e come ha ripetuto la scorsa settimana al Colosseo in quel memorabile incontro tra le religioni, che con tenacia la Comunità di Sant'Egidio porta avanti ogni anno: "Sogniamo religioni sorelle e popoli fratelli! Religioni sorelle, che aiutino popoli a essere fratelli in pace, custodi riconciliati della casa comune del creato"». Infine un invito e un monito, affinché «Cari amici, la memoria che così fedelmente rinnoviamo ogni anno ci preservi dall'accondiscendere al clima violento che respiriamo, e ci aiuti a rinnovare quell'alleanza di amore che sola porta alla vita e che nella nostra diversità, e insieme nella nostra unità, siamo chiamati a custodire e a testimoniare "spalla a spalla", come dice il profeta. LI Viviamo insieme per il bene di questa città e del mondo, perché l'umanità ritrovi la strada della solidarietà e fraternità e possa riappropriarsi della speranza che tutto può cambiare se insieme lo vogliamo e lavoriamo con passione e generosità».
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