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Rassegna Stampa
05.06.2002 Saranno vere riforme?
Saranno vere riforme?

Testata:
Autore: Umberto De Giovannangeli
Titolo: «Arafat presenta le riforme all’inviato americano»
De Giovannangeli la definisce "la madre di tutte le riforme" quella dei servizi di sicurezza palestinesi.

Un’affermazione ottimistica che però si scontra con una credibilità – quella del Raiss – non proprio adamantina e che ormai fa sì che gli israeliani siano molto cauti prima di entusiasmarsi dinanzi alle "riforme" enunciate da Arafat – spesso peraltro ad uso e consumo della Comunità internazionale.

Scrive: "Il leader palestinese ha illustrato un piano di ristrutturazione fondato sulla costituzione di un "Comitato per la sicurezza nazionale" di cui Arafat sarà presidente che avrà compiti di supervisione sulle forze di polizia, l’intelligence militare, la sicurezza preventiva e le forze di sicurezza nazionali. Il suo vice sarà il generale Abdul Razek Yahya, ex capo di stato maggiore del disciolto esercito di liberazione palestinese, le forze armate dell’Olp".


Fino a qualche giorno fa, anche su questo stesso quotidiano, si leggeva di riforme radicali nella struttura dell’ANP, di rinnovo delle cariche, di cambiamenti al vertice: ma se il capo di questo Comitato sarà Yasser Arafat, viene spontaneo chiedersi: "Si tratta di riforme credibili oppure sono semplicemente uno specchietto per le allodole, un nuovo mezzo di propaganda per "tenersi buoni" gli americani e l’Unione Europea, quest’ultima sempre pronta a credere alle promesse del leader palestinese?


Prosegue il giornalista:

"Ma prima ancora che Tenet raggiungesse Ramallah per l’incontro con il presidente dell’ANP, l’esercito israeliano ha compiuto una nuova incursione a Jenin, dove alcune decine di sospetti miliziani palestinesi sono stati arrestati per essere interrogati".


Chissà se una volta costituito (ammesso che lo sia!!) il Comitato per la sicurezza i soldati israeliani potranno tornare ai loro compiti, in quanto sarà il suo Presidente, Arafat, ad ordinare e far eseguire arresti e perquisizioni?

Nel frattempo il nuovo feroce attentato di un kamikaze che si è fatto scoppiare su un’auto poche ore fa vicino a Tel Aviv mette seriamente in dubbio questa speranza.



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