Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
L'Iran minaccia l'Aiea: 'Niente ispezioni' Gli ayatollah continuano la corsa al nucleare
Testata: Il Sole 24 Ore Data: 16 febbraio 2021 Pagina: 22 Autore: la redazione del Sole24Ore Titolo: «L'Iran all'Aiea: pronti a limitare le ispezioni»
Riprendiamo dal SOLE24ORE di oggi, 16/02/2021, a pag.22, la breve "L'Iran all'Aiea: pronti a limitare le ispezioni".
L'Iran ha avvertito l'Aiea, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, che si prepara a mettere dei limiti alle ispezioni ai suoi impianti se entro fine mese non ci sarà uno sviluppo positivo (cioè un alleggerimento delle sanzioni) nella disputa con gli Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran. «Se entro la fine di febbraio non verrà implementato l'accordo sul nucleare in linea con quanto concordato, saremo obbligati a sospendere il protocollo Aiea», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh.
L'accesso illimitato degli ispettori agli impianti nucleari iraniani sulle basi del protocollo Mea è parte dell'accordo raggiunto nel luglio del 2015 a Vienna, finalizzato a impedire all'Iran di costruire armi atomiche. Dopo il ritiro unilaterale dall'accordo da parte dell'Amministrazione Trump nel maggio del 2018, l'Iran ha iniziato con gradualità a non rispettarne alcuni aspetti. Tra questi, ha ripreso l'arricchimento dell'uranio e a conservarne una quantità maggiore di quanto previsto dall'intesa. La presidenza Biden ha fatto sperare in una rivitalizzazione di quell'accordo, mala nuova amministrazione insiste a dire che è Teheran a doverlo prima rispettare.
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