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Rassegna Stampa
08.09.2002 Come si presenta una notizia


Testata:
Autore: un giornalista
Titolo: «Israele, inchiesta dell’esercito scagiona i soldati indagati per i 12 civili palestinesi uccisi.»
E’ evidente che il modo di presentare una notizia non è meno importante del suo contenuto, pertanto riteniamo opportune alcune considerazioni in merito all’articolo in questione.
Titoli a tutta pagina quando muoiono civili palestinesi a seguito di operazioni dell’esercito israeliano dirette esclusivamente contro i capi del terrorismo, enormi fotografie che ritraggono bambini e donne che fuggono dinanzi ai carri armati a testimonianza della "crudeltà" dei soldati israeliani.
Le parole stragi, carneficina, crimini contro l’umanità campeggiano nei titoli e nei sottotitoli.
Ma, attenzione, cosa accade quando la commissione di inchiesta istituita dal ministro della difesa per fare luce sugli episodi che hanno visto coinvolti civili palestinesi scagiona completamente i soldati e conferma la correttezza del loro agire?
La notizia passa quasi in sordina.
E infatti l’Unità di oggi pubblica un minuscolo trafiletto a pagina 12 in alto a destra che, ad un occhio poco attento, passa del tutto inosservato.
Una notizia positiva per l’immagine di Israele si perde lasciando invece inalterata nella mente del lettore l’immagine dei palazzi distrutti dagli elicotteri israeliani e dei "poveri bimbi palestinesi" che vagano fra le macerie.
Riportiamo l’articolo integralmente facendo rilevare come alcune parole siano state opportunamente "virgolettate". Ci sarà una ragione che non sia mettere in dubbio quanto affermato dalla commissione di inchiesta?

"Nei tre "incidenti" della settimana scorsa, in cui furono uccisi 12 civili palestinesi nei Territori, i soldati israeliani hanno agito "correttamente", attenendosi alle procedure che regolano l’apertura del fuoco. E’ questa la conclusione della commissione di inchiesta interna all’esercito israeliano, ordinata dal ministro della Difesa, Bel Eliezer. Presieduta dal generale Yitzhak Harel, la commissione ha presentato due giorni fa le sue conclusioni a Ben Eliezer e al capo di stato maggiore Moshe Yaalon. Dai risultati è emerso che in due degli incidenti i soldati hanno aperto il fuoco in seguito al "comportamento sospetto" delle vittime, mentre l’esercito israeliano ha messo a punto delle modalità per "minimizzare le possibilità di futuri casi di civili innocenti colpiti". L’inchiesta era stata ordinata dopo l’uccisione il mese scorso nella Striscia di Gaza di quattro membri di una famiglia palestinese, la cui casa era stata colpita da una cannonata, di quattro minori in una fallita "esecuzione mirata" a Tubas, in Cisgiordania, e sempre nella regione, ma vicino a Hebron, di quattro operai in una cava."

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