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Rassegna Stampa
02.09.2002 Israele si interroga


Testata:
Autore: De Giovannangeli
Titolo: «Troppi civili uccisi, critiche a Tsahal»
Nulla da eccepire sul titolo che risulta piuttosto corretto ma dalla lettura dell’articolo si rende necessario analizzare alcuni punti per l’ eccessiva enfasi posta sulla cronaca dei fatti e per l’uso di termini volutamente faziosi
"E’ ormai una mattanza. Che la necessaria lotta contro il terrorismo non riesce più a giustificare."
Se De Giovannangeli ritiene la lotta "necessaria" poi però critica i metodi utilizzati da Israele per fronteggiare il terrorismo. Ma, domanda tutt’altro che oziosa, quando decine e decine di civili inermi vengono fatti a brandelli per le strade cosa propone, concretamente, il giornalista per fermare la vera "mattanza"?
"L’uccisione di dieci palestinesi in meno di 24 ore"
Un kamikaze che si fa saltare in aria in un autobus provoca la morte anche di 20 civili inermi in meno di 4 minuti.
"Infiamma i Territori e suscita sdegno e severi commenti della stampa e di parte del mondo politico che si chiedono apertamente e con severità, se Tsahal non abbia adottato la politica del "grilletto facile"".


Indice di una sana democrazia, vale la pena di sottolinearlo ancora, la cui popolazione si interroga, si arrovella per capire se ci sono stati degli errori ma non balla per le strade festeggiando i morti palestinesi!
"E’ un interrogativo amaro, inquietante, che nasce dalla constatazione che, secondo una statistica del quotidiano Ha’aretz, dall’1 agosto a ieri 54 palestinesi sono stati uccisi dall’esercito."
Perché sono stati uccisi, in quali contesti? Cosa stavano facendo? Forse che l’esercito prende la mira e uccide dei palestinesi a caso?
"Di questi almeno trenta erano civili disarmati."
"Dei 650 circa israeliani uccisi dall’inizio dell’Intifada ad oggi TUTTI erano civili disarmati"
"L’altro ieri a Tubas nei pressi di Nablus, due razzi sparati da altrettanti elicotteri da combattimento Apache avevano colpito un’automobile su cui viaggiavano un militante palestinese delle Brigate dei martiri di Al-Aqsa e due giovani di 17 e 15 anni, uccidendoli.

Alcune ore dopo un palestinese, infiltratosi nell’insediamento di Har Brakha, ha gravemente ferito una coppia di israeliani, prima di essere a sua volta ucciso da un soldato."

A dimostrazione che l’esercito deve stare molto attento ad abbassare la guardia
e nonostante tutto

"Sui bambini uccisi a Tubas il ministro della Difesa Ben Eliezer ha ordinato una "severa inchiesta""
Non abbiamo mai letto di analoghe inchieste ordinate da Arafat. Neppure quando palestinesi "collaborazionisti" vengono barbaramente uccisi senza processo, né possibilità di appello
"Uno stillicidio di morti e di orrore che è proseguito anche ieri, nell’ennesima domenica di sangue."
Sangue, orrore, stillicidio di morti: il lessico di De Giovannangeli non ha nulla da invidiare ad un autore di Horror.
"Soldati hanno aperto il fuoco colpendo mortalmente quattro palestinesi. Non erano terroristi ma dei manovali in una cava dell’area - denunciano fonti palestinesi."
E allora se erano dei manovali perché non si sono fermati quando i soldati di Tsahal hanno intimato loro di fermarsi per un normale controllo?? E perché portavano asce e tronchesi?
"Quello che è successo non è stato solo un incidente ma l’ultimo dei massacri decisi ai più alti gradi della politica e dell’esercito per fermare il processo di pace – sentenzia dal semidistrutto quartier generale di Ramallah il presidente dell’ANP, Yasser Arafat."
Certo che in fatto di massacri Arafat se ne intende!
Autobus, pizzerie, discoteche, sinagoghe sono i luoghi dove i veri massacri si sono perpetrati ed è lì che le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa – gruppo terroristico appartenente al suo partito Al- Fatah - hanno deciso di fermare il processo di pace.


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