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Rassegna Stampa
24.08.2002 Israele-Yassin: nessun dialogo è possibile


Testata:
Autore: De Giovannangeli
Titolo: «L'attacco all'Irak farà esplodere il Medio Oriente»
Non ci addentriamo in una disamina particolareggiata dell’intervista in quanto il feroce odio antisiareliano di Ahmed Yassin è ormai noto a tutti, come pure la sua determinazione a distruggere Israele e a buttare a mare tutti gli ebrei.
Questa intervista, con la sua dose di veleno, è solo un’ulteriore conferma di concetti più volte espressi.
Ci limitiamo a prendere in esame alcune frasi farneticanti che non suscitano – è davvero grave – alcun commento da parte del giornalista.

"Il piano Gaza-Betlemme? E’ un tentativo di ingabbiare le forze della resistenza destinato ad un misero fallimento.
I venti di guerra che tornano a spirare prepotentemente nel Golfo Persico? E’ la riproposizione di quella politica dei due pesi e due misure che porta gli americani ad attaccare militarmente l’Irak dopo aver determinato la morte di migliaia di indifesi, a cominciare dai bambini iracheni."

Dei bambini israeliani invece se ne occupano i kamikaze palestinesi facendoli saltare in aria
"Solo un illuso o un traditore può ancora ritenere gli USA mediatori super partes."
Ecco come De Giovannageli presenta ai lettori la figura dello sceicco Yassin:
"A sostenerlo è il leader più popolare della striscia di Gaza, l’uomo che da più parti viene visto o temuto come il possibile successore di Yasser Arafat: lo sceicco Yassin, fondatore e guida spirituale di Hamas."
Un divo, un politico, un personaggio rispettabile? No, soltanto il capo di una formazione terroristica (Hamas) che incita i giovani a sacrificare la propria vita pur di sterminare quanti più ebrei possibile, altro che guida spirituale!

"Israele non si fa scrupolo di uccidere civili palestinesi, tra i quali moltissimi bambini, donne, anziani"
Quando, durante operazioni anti-terrorismo Israele, per una disgraziata fatalità, uccide qualche civile prima di tutto avvia una indagine per verificare la dinamica dei fatti e poi si scusa sempre per i bimbi e per tutti i civili palestinesi uccisi - seppure a rigor di logica il quartier generale di capi del terrorismo non dovrebbe essere l’abituale dimora di bambini ed anziani.
Quando invece i terroristi di Hamas commettono una nuova strage, nelle strade di Gaza e della Cisgiordania si balla e si offrono caramelle.
E nemmeno quest’ultima frase, un condensato di odio, suscita alcun commento da parte del giornalista.

"Nessun dialogo è possibile con chi mira al nostro annientamento."
E’ vero nessun dialogo è possibile, ma con chi nelle moschee incita i fedeli ad uccidere quanti più ebrei possibile, con chi indossa un corpetto esplosivo, entra in una pizzeria guarda in faccia i bimbi che stanno sbocconcellando un trancio di pizza e si fa saltare in aria per farli a brandelli, con chi pensa che "unico obiettivo da perseguire è il rafforzamento della resistenza contro Israele".

E’ vero, nessun dialogo è possibile per Israele con chi vuole soltanto la sua distruzione.

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