Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Facebook, arriveranno finalmente regole contro il negazionismo? Sempre più urgenti misure per combattere l'odio online
Testata: Corriere della Sera Data: 13 ottobre 2020 Pagina: 21 Autore: la redazione del Corriere della Sera Titolo: «Facebook vieta i contenuti anti Olocausto»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 13/10/2020, a pag.21 la breve "Facebook vieta i contenuti anti Olocausto".
Facebook aggiorna le sue policy sull'incitamento all'odio per vietare qualsiasi contenuto che neghi o distorca l'Olocausto. Lo annuncia la stessa società spiegando che è «un altro passo nell'impegno per combattere l'odio nei servizi». «Se le persone cercano l'Olocausto su Facebook inizieremo a indirizzarti a fonti autorevoli per ottenere informazioni accurate — sottolinea Mark Zuckerberg —. Sono stato combattuto tra la libertà di espressione e il danno causato dal minimi zare o negare l'orrore dell'Olocausto». La scelta di Facebook di rimuovere questi contenuti è un cambio di rotta rispetto al 2018 quando la piattaforma, pur ammettendo che la negazione dell'Olocausto «è profondamente offensiva», aveva sostenuto la libertà di espressione scatenando una bufera, tanto che Zuckerberg aveva chiarito le sue parole precisando di non voler difendere le persone che lo negano. «Il mio pensiero si è evoluto — dice ora Zuckerberg — quando ho visto i dati che mostrano un aumento della violenza antisemita». «Ritengo che la questione del negazionismo sia un ballon d'essai. Con questo provvedimento si attribuisce agli algoritmi la potestà di discriminare, uso parole di Zuckerberg, quale sia un discorso accettabile e quale no», attacca l'avvocato Lorenzo Borrè, animatore di battaglie giudiziarie per le libertà civili. «Domani un algoritmo potrà decidere quale sia una opinione accettabile».
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