Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Perché Papa Bergoglio tace su Hong Kong? Commento di Francesca Paci
Testata: La Stampa Data: 13 luglio 2020 Pagina: 14 Autore: Francesca Paci Titolo: «Il silenzio su Hong Kong»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 13/07/2020, a pag.14, con il titolo "Il silenzio su Hong Kong", il commento di Francesca Paci.
Perché Papa Bergoglio si esprime su Santa Sofia mentre tace su Hong Kong, Venezuela e tanti altri regimi che violano i diritti dei cittadini e perseguitano le minoranze religiose?
Ecco l'articolo:
Francesca Paci
Papa Bergoglio
“Sono molto addolorato per Santa Sofia» dice il Papa, con il pensiero all’ex basilica bizantina riconvertita alle voglie neottomane di Erdogan. Tutt'altro che un'ingerenza fuori luogo, anzi. Ci sono ambiti in cui l'aplomb diplomatico è superato dagli eventi. E Bergoglio è un pontefice con pochi peli sulla lingua, che si tratti dei migranti abbandonati in mezzo al mare così come degli omosessuali, su cui, a suo tempo, proferì il famoso «Chi sono io per giudicare?». La stilettata ad Ankara, insomma, ci sta tutta. Ci starebbe però anche una parola, almeno una, sulla repressione cinese in corso a Hong Kong, dove sin dall'inizio della protesta la chiesa cattolica guida i cortei e soccorre i ragazzi degli ombrelli braccati dalla polizia. Su quello, verosimilmente in virtù del disgelo avviato con la Chiesa cinese, il Papa tace. Mesi fa, di ritorno da Pechino, ai giornalisti che gli chiedevano del destino della ex colonia britannica rispose vago, citando le tante proteste in corso nel mondo, compresi i gilet gialli. Silenzio, parla Xi.
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