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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Giorgia Greco
Libri & Recensioni
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Ruthie Blum, Gente di Israele
Ruthie Blum

Gente di Israele

Lindau, euro 18



Ruthie Blum descrive in realtà un paese che ai lettori italiani apparirà, lo sento, pazzesco, inimmaginabile dalla mente viziata dell’Occidente, del tutto contrario agli stereotipi correnti; un paese in cui la libertà e la democrazia hanno un loro forte, aspro sapore di miele scuro; qui anche sedersi a un caffè è un gesto di sfida alla peggiore espressione del totalitarismo, il terrorismo suicida. Qui anche quando vai al supermarket, quando fai jogging o ti innamori, sei un consapevole militante della vita quotidiana, della libera scelta, della sfida alla follia.

Ruthie Blum è una militante del “nonostante tutto”, della scelta di vivere pienamente, all’aria, in casa, a scuola, al caffè, al concerto, a letto… che fa di Israele un luogo così eguale e diverso. La sua vita quotidiana è un racconto straordinario perché riesce a essere normale fra le bombe e si porta dietro l’eco degli scoppi. Ruthie ci racconta Israele com’è, appunto lasciando la cronaca ma parlando d’altro, di sesso, di soldi, di amore, di solitudine, di figli. Sa giocare con il leitmotiv delle bombe che scoppiano ovunque, ridendo della paura materna per il figlio che guida un po’ ebbro e che, nell’udire le sirene, la rassicura dicendo che “è solo un attacco terroristico”, così come dei soliti assembramenti di fronte ai metal detector in cui ne succedono di tutti i colori, perché gli israeliani in coda danno il peggio di una cultura che non riesce a imparare l’educazione ed è certo poco britannica. Ruthie vive e pensa secondo la sua idea di libertà, senza nessun compromesso, nessuna concessione al senso comune, in costante combattimento. Spero che finalmente le storie della vita quotidiana che ha saputo narrare facciano capire qualcosa di Israele al pubblico italiano.



Fiamma Nirenstein

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