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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Giorgia Greco
Libri & Recensioni
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Giuliana Iurlano, Sion in America
Giuliana Iurlano, Sion in America

Le Lettere, pp.507, e35



Quindici secoli e mezzo non sono pochi. Ma ce ne vollero tanti perché, dopo l'imperatore Caracalla, il cui storico editto del 212 d. C. aveva attribuito la cittadinanza romana a tutti i sudditi liberi, un altro capo di Stato riconoscesse formalmente gli ebrei come cittadini a pieno titolo. Non era un monarca in questo caso, ma il primo presidente degli Stati Uniti, George Washington. E la sua dichiarazione in risposta alla comunità israelitica di Newport ribadiva i principi della rivoluzione americana, cui gli ebrei avevano attivamente partecipato.

Nei primi tempi, ricorda Giuliana Iurlano nel saggio Sion in America ( Le Lettere, pp.

507, e35), la parità dei diritti fu sancita solo a livello federale, per cui paradossalmente un individuo di religione ebraica poteva in astratto diventare presidente degli Usa, ma non ricopri re cariche di assai minore rilievo negli Stati dell'Unione che richiedevano a tal fine la professione di fede cristiana. Ma presto l'eguaglianza si affermò ovunque e anzi gli ebrei americani presero a preoccuparsi della condizione ben più difficile dei loro fratelli europei. E anche a progettare un ritorno in Palestina, visto non tanto come rimedio all'antisemitismo, quanto come occasione per costruire uno Stato sulla base dei valori democratici americani, che importanti leader ebraici come Louis Brandeis associavano agli ideali etici del giudaismo.

Soprattutto da questa profonda sintonia culturale, non dalle manovre occulte evocate dagli antisemiti vecchi e nuovi, deriva l'influenza del sionismo negli Usa, che rende così salda l'alleanza tra Gerusalemme e Washington.

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