sabato 07 febbraio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






La Stampa Rassegna Stampa
13.03.2020 Iraq: il terrorismo sciita è la longa manus dell'Iran
Cronaca di Paolo Mastrolilli

Testata: La Stampa
Data: 13 marzo 2020
Pagina: 14
Autore: Paolo Mastrolilli
Titolo: «Il Pentagono accusa: milizie sciite dietro l'attacco in Iraq»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 13/03/2020, a pag.14, con il titolo "Il Pentagono accusa: milizie sciite dietro l'attacco in Iraq", il commento di Paolo Mastrolilli.

Immagine correlata
Paolo Mastrolilli

Risultati immagini per soleimani
Qassem Soleimani con Ali Khamenei

Il Pentagono accusa le milizie sciite legate all'Iran di aver attaccato una sua base in Iraq mercoledì, uccidendo due soldati americani e uno britannico. Quindi promette di punire i colpevoli, secondo la linea che il 3 gennaio scorso aveva portato al raid in cui era stato ucciso il capo dei pasdaran Qassem Soleimani.
«L'attacco lanciato da milizie sciite sostenute dall'Iran - ha detto il segretario alla Difesa Esper - è consistito in multipli spari indiretti originati da una piattaforma stazionaria, e prendeva chiaramente di mira la coalizione e le forze dei nostri partner a Camp Taji». Quindi ha aggiunto: «Faremo un passo alla volta. Ma i perpetratori dovranno rispondere delle loro azioni. Non puoi sparare sulle nostre basi, uccidere e ferire americani, e passarla liscia». Il capo degli Stati Maggiori, Mark Milley, è sceso nei dettagli, rivelando che circa 30 razzi da 107 millimetri sono stati lanciati da un camion modificato, che poi è stato catturato dalle Iraqi Security Forces: «Sulla base delle analisi forensi, abbiamo buone indicazioni riguardo dove sono avvenuti gli spari e chi li ha fatti». Il presidente Trump ha commentato così: «Non è stato completamente determinato che sia stato l'Iran. E' stato un gruppo ribelle, ma molto probabilmente appoggiato dall'Iran». Milley ha detto che i militari stanno preparando le opzioni da offrire al capo della Casa Bianca per la risposta. Alla domanda se gli obiettivi della rappresaglia potrebbero trovarsi in Iran, Esper ha risposto con prudenza: «Non tolgo dal tavolo alcuna ipotesi, ma siamo concentrati sul gruppo che ha perpetrato l'attacco in Iraq». Il capo del Central Command Kenneth McKenzie ha commentato che «Khatib Hezbollah è l'unico gruppo noto che in passato ha condotto attacchi indiretti di queste proporzioni contro le forze americane e della coalizione in Iraq».
Quello di mercoledì è stato il primo assalto a fare vittime americane, dopo un simile episodio avvenuto a dicembre. Quell'azione aveva provocato una serie di reazioni americane, culminate nell'uccisione di Soleimani. Il Pentagono aveva inviato diversi reparti nella regione, per prepararsi alla rappresaglia iraniana, che però non è avvenuta nelle proporzioni temute. Ora ha cominciato il ritiro di questi soldati dal Kuwait, e quasi in contemporanea è arrivato l'attacco di Taji, che minaccia di riaccendere il confronto militare.

Per inviare la propria opinione alla Stampa, telefonare 011/65681, oppure cliccare sulla e-mail sottostante

lettere@lastampa.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT