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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Giorgia Greco
Libri & Recensioni
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Saul Friedlander - A poco a poco il ricordo
SAUL FRIEDLANDER

"A poco a poco il ricordo"

Ed. Einaudi - € 9,30



Venuto al mondo a Praga "nel momento peggiore che si possa pensare", cioé pochi mesi prima che Hitler salga al potere, e pochi anni prima che i tedeschi invadano la Cecoslovacchia, un bambino chiamato Pavel Friedlander, di famiglia ebrea, vede inabissarsi lentamente il tranquillo scenario della sua prima infanzia. Troppo piccolo per capire, sul treno che lo porta a Parigi non sa che la perdita è definitiva, che d'ora innanzi egli avrà un altro nome, farà sua per sempre un'altra lingua. Divenuto adulto, dovrà ricomporre scheggia a scheggia tutto il proprio passato: e dovrà ridestare nella memoria le figure dei genitori, come furono un tempo: il padre compassato e severo, la madre timida e radiosa; e come furono poco più tardi, vinti e stanchi, in Francia, negli anni della clandestinità randagia. Praga, Parigi, una piccola città di acque, la provincia francese, e Israele: questi i luoghi dove la sua memoria si muove in un andirivieni continuo: ricordare per lui vuol dire tener vivi i rapporti fra quello che era ieri e quello che è oggi, e in un'esistenza rotta e squassata dalla bufera, recuperare e radunare tanti volti dispersi, svaniti nel nulla. Dovrà cambiare nome tre volte: sarà Saul, in Israele. Cresce in Francia in un istituto religoso cattolico, dove gli è stato chiesto di assumere connotati nuovi, e dove impara un nuovo modo di essere, di credere, di pensare. Ha sepolto dentro di sé il vuoto delle perdite, lo strazio delle separazioni, la rovina che ha annientato la sua famiglia. Trova una compensazione nello studio, una protezione nella fede cattolica, una stabilità nel progetto di seguire la carriera ecclesiastica. E tuttavia l'angoscia e il senso di colpa si insinuano tra queste difese. Sarà un prete a ricondurlo dinanzi alla sua storia reale, a indurlo a scegliere se accettare l'identità che gli è stata sovrapposta o recuperare la propria identità vera e antica.

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