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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Giorgia Greco
Libri & Recensioni
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Zvi Kolitz - Yossl Rakover si rivolge a Dio
ZVI KOLITZ

Yossl Rakover si rivolge a Dio

Ed. Adelphi - € 4,96



Nel settembre del 1946 una oscura rivista in lingua yiddish di Buenos Aires, "El diario di israelita", pubblicava "Yossl Rakover si rivolge a Dio" presentandolo come ultimo messaggio scritto da un combattente del ghetto di Varsavia mentre il cerchio della morte si stringeva minuto dopo minuto, intorno a lui - e ritrovato "tra cumuli di pietre carbonizzate e ossa umane, sigillato con cura in una piccola bottiglia". Pochi conoscevano allora con precisisone la storia della rivolta ebraica di Varsavia e della tragedia che con essa si consumò, ma subito il testo dell'ignoto combattente che, simile a un nuovo Giobbe, chiama in causa Dio e il suo silenzio di fronte al trionfo dell'orrore cominciò una lunga e singolare peregrinazione per il mondo, fra Israele, Germania, Francia, Stati Uniti - trasformadosi via via, di traduzione in traduzione, in leggenda.

Così la breve e fiera apostrofe a Dio di Yossl Rakover divenne simbolo, lascito testamentario di chi si rivolta contro l'iniquità. E quando il vero autore si fece vivo, rivelandosi come un ebreo lituano emigrato in Palestina allo scoppio della guerra, ci fu chi non volle accettare i fatti. Ne nacque una lunga vicenda di dispute, altamente borgesiana, che finalmente Paul Badde è riuscito a ricostruire: il suo resoconto viene qui proposto insieme a un saggio di Emmanuel Lévinas, che già nel 1955 aveva letto il testo di Kolitz come un "Salmo moderno" nel quale "tutti noi superstiti riconosciamo con sbalordito turbamento la nostra vita".

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