Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il 10 luglio 1941 metà della popolazione del paese di Jedwabne, in Polonia, massacrò l'altra metà: milieseicento persone, tutti gli ebrei del paese, tranne sette. Il villaggio era stato occupato dai tedeschi il 22 giugno, ma ad affogare le donne con i figli in braccio, a bruciare la barba dei vecchi, a decapitare le ragazzine, a bastonare, strangolare, scannare gli ebrei, non furono soldati tedeschi senza volto e senza nome. Furono i compaesani polacchi, compagni di scuola delle vittime, colleghi, amici... Nel dopoguerra, un processo attribuì la responsabilità dell'eccidio ai nazisti. Per sessant'anni la verità è stata tenuta nascosta. Finché Jan T. Gross, attingendo alle deposizioni e ascoltando i ricordi dei testimoni, non è stato in grado di ricostruire quell'orribile giorno d'estate; e in questo saggio shockante ha rivelato verità atroci ma ineludibili, riscrivendo così la storia del Novecento polacco. Un libro che ha riacceso il dibattito sul ruolo della popolazione civile nello sterminio degli ebrei, destinato a diventare un classico della storiografia sull'Olocausto.