Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Un eroe sconosciuto Addio a Marko Feingold, durante la Shoah salvò 100mila ebrei
Testata: Corriere della Sera Data: 21 settembre 2019 Pagina: 2 Autore: Titolo: «Addio a Feingold, salvò centomila ebrei»
Riprendiamo dal CORRIERE dell'Alto Adige di oggi, 21/09/2019 a pag.2, la breve "Addio a Feingold, salvò centomila ebrei".
Marko Feingold
E’ morto a Salisburgo all'età di 106 anni Marko Feingold. Era sopravvissuto a quattro campi di sterminio nazisti, nei quali aveva invece trovato la morte il fratello. Nell'immediato dopoguerra accompagnò dall'Austria verso l'Italia 100mila ebrei, diretti in Palestina. Con uno stratagemma riuscì a farli passare attraverso il Brennero, spacciandoli per ex internati italiani, e quando anche questa rotta fu chiusa, individuò un sentiero di alta montagna tramite il passo dei Tauri. È stato presidente della comunità ebraica di Salisburgo fino alla morte.
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