Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Pisa: botte agli studenti se non imparano a memoria il Corano. Adesso una indagine, ma seria, non chiacchiere Cronaca di Marco Gasperetti
Testata: Corriere della Sera Data: 16 giugno 2019 Pagina: 22 Autore: Marco Gasperetti Titolo: «I maestri ci picchiano se non impariamo il Corano»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 16/06/2019, a pag.22 con il titolo "I maestri ci picchiano se non impariamo il Corano" la cronaca di Marco Gasperetti
Non capiamo l'aggettivo 'sedicente' attribuito all'insegnante che obbligava a imparare a memoria il Corano a suon di botte. Non faceva altro che eseguire il compito per cui era stato assunto. C'è da chiedersi piuttosto come funzionano le scuole che dovrebbero garantire l'integrazione. Di mezzo c'è l'UCOI, cioè i Fratelli Musulmani, una accurata indagine sulle loro attività in Italia sarebbe quanto mai urgente.
Marco Gaspereti
Dopo essere stato bastonato, umiliato e aver visto i suoi compagni, maschi e femmine, chiedere inutilmente pietà ai «maestri» durante le punizioni corporali, Cheikh, 9 anni, senegalese nato in Italia, ha pensato che era arrivato il momento di chiedere aiuto. Senza farsi vedere dai genitori ha cercato su Internet il numero di Telefono Azzurro e poi ha raccontato tutto. «Gli insegnanti di religione sono malvagi, ci picchiano se non impariamo a memoria i versetti del Corano, vi prego aiutatici», ha raccontato. E dopo pochi giorni tutto è cambiato. Da venerdì notte due «cattivi maestri» sono rinchiusi nel carcere Don Bosco di Pisa, accusati di violenze e maltrattamenti su minori, e un terzo sedicente esperto del Corano è stato denunciato e rischia l'arresto. E accaduto in un appartamento nel centro di Santa Croce sull'Arno, cittadina in provincia di Pisa famosa per le concerie e la lavorazione delle pelle, trasformato in una sorta di scuola islamica per bambini e ragazzi dai 7 ai 17 anni quasi tutti senegalesi. Sessanta i minori che frequentavano i locali dal venerdì alla domenica, maschi e femmine, uniti dalle violenze. Se studiavano poco o sbagliavano i versetti perché impauriti, arrivava la punizione. Bambini e bambine venivano percossi con bastoni di legno e frustini sulle mani. A volte i «maestri» utilizzavano anche spranghe di ferro per colpire i ragazzi alla schiena, alla gambe o alle natiche. «Siamo innocenti, non abbiamo fatto nulla, abbiamo solo insegnato ai giovani i principi dell'Islam», hanno detto agli agenti della Squadra mobile di Pisa, diretta da Rita Sverdigliozzi. Ma a inchiodarli sono i filmati delle telecamere che la polizia ha installato dopo le segnalazioni di Telefono Azzurro. Sul caso indaga anche la Digos e non si escludono altri arresti. Al vaglio la posizione dei genitori di ragazzi e bambini maltrattati. Gli investigatori hanno precisato che dalle indagini non è emerso che ai minori venissero impartiti insegnamenti antioccidentali o pro terrorismo islamista. Durissime le reazioni politiche. «Nessuno spazio agli estremisti, a chi predica odio, picchia, discrimina le donne. Siamo orgogliosi della nostra civiltà e la difenderemo a tutti i costi», ha commentato su Facebook il vicepremier Matteo Salvini. La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ha definito «scandaloso» l'episodio chiedendo anche l'espulsione dei responsabili.
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