Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Iran nucleare ancora difeso sul giornale di Confindustria Con l'auspicio che l'Europa continui gli scambi con il Paese terrorista
Testata: Il Sole 24 Ore Data: 30 maggio 2019 Pagina: 17 Autore: la redazione del Sole24Ore Titolo: «Gli Usa vogliono bloccare le transazioni Ue-Iran»
Riprendiamo dal SOLE24ORE di oggi, 30/05/2019, a pag.17 l'articolo "Gli Usa vogliono bloccare le transazioni Ue-Iran".
Sul giornale di Confindustria continua la serie di articoli sull'Iran pro-ayatollah. Nelle settimane scorse IC ha ripreso e commentato i pezzi a cura di Bongiorni, del tutto simili a quelli di Negri e Tramballi. Il pezzo/velina di oggi ignora completamente la posizione dell'Iran nei confronti del terrorismo, le sanzioni Usa sono viste come una punizione nei confronti di 80 milioni di iraniani, e non un tentativo di contribuire a delegittimare il regime. L'invito all'Europa è a conservare gli scambi economici con il regime degli ayatollah. Come negli anni '30 con il nazismo. Ecco l'articolo:
Gli Stati Uniti mettono in guardia l'Europa e in particolare l'organismo finanziario creato da Germania, Regno Unito e Francia (Instex) per permettere alle imprese di continuare a mantenere rapporti commerciali con l'Iran nonostante le sanzioni americane. In una lettera del7maggio,di cui Bloomberg ha preso visione, il Tesoro avverte che il sistema finanziario statunitense potrebbe essere chiuso a Instex nel caso questa si attivasse per garantire transazioni economiche con Teheran. Il contenuto della lettera non è comunque chiaro poiché il veicolo finanziario, con sede a Parigi, era stato creato all'inizio dell'anno per non avere rapporti di alcun tipo, tantomeno valutari, con istituzioni e soggetti economici americani in modo da evitare l'extraterritorialità dei provvedimenti restrittivi della Casa Bianca. La minaccia non riguarda solo Instex, che funge da camera di compensazione delle transazioni commerciali, ma anche le entità coinvolte negli schemi di compravendita, dalle imprese alle persone fisiche alle istituzioni. Di Instex e della sua effettiva operatività si sa poco: in teoria dovrebbe coprire solo gli acquisti di attrezzature mediche, beni alimentari e prodotti agricoli, ma gli Usa evidentemente non credono che il business sia limitato solo a queste categorie. Il Tesoro minaccia ritorsioni nei confronti del veicolo finanziario creato dagli europei.
Per inviare al Sole24Ore la propria opinione, telefonare: 02/30221, oppure cliccare sulla e-mail sottostante