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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Stampa Rassegna Stampa
26.04.2019 Una famiglia ebraica: la storia raccontata da Claudia De Benedetti
Recensione di Elena Loewenthal

Testata: La Stampa
Data: 26 aprile 2019
Pagina: 29
Autore: Elena Loewenthal
Titolo: «Una storia ebraica di destini incrociati»

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 26/04/2019, a pag.29 con il titolo "Una storia ebraica di destini incrociati" la recensione di Elena Loewenthal.

A destra: la copertina (Belforte ed.)

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Elena Loewenthal, Claudia De Benedetti

Tolstoj dice che tutte le famiglie felici si assomigliano mentre ogni famiglia infelice lo è a modo suo, e tutto questo è molto vero. Ma è altrettanto vero che ogni storia di famiglia lo è a modo suo, unica. Diversa da ogni altra. Persino in un contesto umano come quello della diaspora ebraica, segnato drasticamente da alcuni tratti inconfondibili - l’emarginazione, la separazione, la diversità - non c’è una vicenda uguale all’altra. Ogni concatenazione di generazioni, che è poi il modo ebraico per definire la storia con la maiuscola, ha una serie di evidenze che la rendono unica.
Unica è certamente la storia che si narra in Non fuorvierà. Una storia di famiglia a cura di Claudia De Benedetti (Salomone Belforte Editore in Livorno). Innanzitutto per il corredo di splendide immagini - fotografie e documenti - che danno davvero vita al racconto. Ma certamente anche per i destini che racconta. L’autrice è infatti piemontese di nascita e per metà di origine, in bilico fra Torino, Asti e Casale Monferrato. Qui attinge però al ramo materno della famiglia, originario del Nord-Est: Padova e Venezia. In queste città le comunità ebraiche non subirono il contraccolpo della Restaurazione, dopo la ventata napoleonica che aprì i ghetti ovunque passò. «La successiva cessione all’Austria non ridusse gli ebrei di Venezia e Padova alla reclusione perché nell’Impero asburgico valevano i Decreti di tolleranza emanati dall’imperatore Giuseppe II nel 1781».
Questo e altro permise ai Treved de Bonfili, ai Wollenberg, ai Pavia e ai Corinaldi - i nomi che compongono la famiglia - di diventare una vera e propria dinastia imprenditoriale e politica. Giacomo Treves, ad esempio, è sodale di Daniele Manin (è proprietario della casa in cui il patriota abita, e che regalerà a Venezia dopo l’unità) e viene eletto nel Parlamento Veneto all’indomani del 1848. Qualche anno più tardi Michele Corinaldi arriva da Padova a Torino capitale, vi tiene una «magnifica casa» e ha numerose relazioni sociali: il 21 aprile 1862 riceve dal re Vittorio Emanuele II il titolo di conte, trasmissibile agli eredi. Fatto davvero nuovo per gli ebrei d’Italia, e non solo.
Ma tante altre sono le vicende degne di nota che si raccontano in queste pagine e dentro la storia di una famiglia ebraica capace di distinguersi in molti ambiti, di declinare sempre con grande talento quello slancio sociale, professionale e culturale che caratterizza tutto l’ebraismo italiano all’indomani dell’Emancipazione. L’autrice traccia questa storia con grande precisione documentaria e non meno empatia, seguendo per filo e per segno le carriere, i matrimoni, gli intrecci, in un avvicendarsi di destini che è un mondo intero.

 

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