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Il Foglio Rassegna Stampa
23.02.2019 Pianeta promesso? una licenza poetica
Commento di Maurizio Crippa

Testata: Il Foglio
Data: 23 febbraio 2019
Pagina: 1
Autore: Maurizio Crippa
Titolo: «Lo spazio di Israele»

Riprendiamo dal FOGLIO di oggi, 23/02/2019, a pag.1 il commento di Maurizio Crippa dal titolo "Lo spazio di Israele"

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Maurizio Crippa

Questa storia potrebbe raccontarvela molto meglio la nostra astroreporter @giuliapompili (a cui ovviamente la devo), con quella sua magnifica ossessione che lo spazio sia una metafora luminosa di chi siamo e di quel che cerchiamo, qui sul pianeta Terra. Ma accontentatevi del riassunto, perché è bella. E' la storia del lander israeliano Bereshit, che vuol dire Genesi, che brivido di nome, che se n'è partito sul razzo SpaceX Falcon 9 verso la luna (esplorazione spaziale privata). Ma non è soltanto il solito viaggio in cerca di foto e dati, quello intrapreso da questo marchingegno tecnologico, sono sempre un po' buffi a vederli, che ha la bandiera con la stella di David sopra. C'è una volontà di andare, portandosi dietro chi si è, che è dentro a tutto un popolo che ha la memoria lunga e gli occhi che sognano lontano. Dentro "Genesi" c'è infatti una "macchina del tempo" (ci crediate o no) digitale, con 50 milioni di pagine di dati, l'intera Bibbia, un memoriale dei sopravvissuti della Shoah, l'inno e la bandiera e la dichiarazione di indipendenza israeliana. Andrà nel Mare della tranquillità, non alla minacciosa scoperta della dark side of the moon come fanno i cinesi. E chissà se troverà una Terra Promessa di scorta, come cercano di fare in Alaska nel Sindacato dei poliziotti yiddish di Michael Chabon, perché non si sa mai. Ma adesso che a molti qui, sul nostro pianeta senza fantasia, sta montando la voglia insana di scacciarli ancora, l'orgoglio di cercare il Pianeta Promesso nello spazio è ancora più bello.

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