Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Tunisia: Fratellanza Musulmana nel governo, ma c'è chi scrive di 'democrazia' Commento di Francesca Paci
Testata: La Stampa Data: 21 dicembre 2018 Pagina: 18 Autore: Francesca Paci Titolo: «Firmato accordo di cooperazione sulla giustizia con la Tunisia»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 21/12/2018, a pag.18 con il titolo "Firmato accordo di cooperazione sulla giustizia con la Tunisia" il commento di Francesca Paci.
Secondo Francesca Paci la Tunisia è "l’unico Paese tra i protagonisti delle primavere arabe ad essersi seriamente incamminato verso la democrazia". Di quale democrazia si tratta, visto che in Tunisia i Fratelli Musulmani - movimento estremista sunnita che vuole ricostruire il Califfato e imporre la sharia - fanno parte del governo? Rispetto ad altri Paesi arabi e maghrebini la Tunisia gode di relativa stabilità, ma da qui a scrivere di democrazia il passo è lungo, molto lungo.
Ecco il pezzo:
Francesca Paci
Il rapporto tra l’Italia e la Tunisia, l’unico Paese tra i protagonisti delle primavere arabe ad essersi seriamente incamminato verso la democrazia, è rodato, «un partenariato chiave nella strategia mediterranea». Lo ripetono i rappresentanti delle due diplomazie riuniti a Palazzo Spada, a Roma, per la presentazione del Gemellaggio per la riforma della giustizia amministrativa, un progetto da un milione di euro finanziato dalla Ue e aggiudicatosi dal nostro Consiglio di Stato. Significa che a partire dall’inizio di gennaio una ventina di magistrati italiani si alterneranno nella sponda Sud del Mare Nostrum per aiutare a redigere il nuovo codice del processo amministrativo, rimodulare l’organizzazione giudiziaria e formare il personale. «Siamo onorati di essere il ponte tra due Stati e due popolazioni», dice il presidente del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi.
Il simbolo della Fratellanza Musulmana
Sfida democratica Ancorché piccola la Tunisia è tutto fuorché marginale, cartina di tornasole delle sfide fra ortodossia islamica e modernità ma anche sponda da cui salpano gli stessi barconi carichi di disperati che partono dalla Libia. L’equilibrio è arduo, come prova l’elevato numero di foreign fighter delusi in qualche modo dalla rivoluzione dei gelsomini e arruolatosi con l’Isis in Siria. La transizione post Ben Ali è stata segnata da alti e bassi, con le riforme imposte dal Fmi che per tutto il 2018 hanno portato in piazza la gente affamata dal carovita e il turismo che oscilla, attratto dai prezzi ridotti ma spaventato dall’eco degli attentati terroristici di Sousse e del Bardo. Eppure, al tempo stesso, l’esercizio della democrazia regge e la partecipazione a tutti i livelli delle donne (indice quasi infallibile di emancipazione sociale) cresce. I tribunali amministrativi dunque, la democrazia a valle della democrazia, quelle retrovie da cui dipende la road map in fieri. La tradizione istituzionale tunisina è molto centralizzata e solo dopo la Costituzione del 2014, i cittadini sono andati alle urne per scegliere i loro pionieri rappresentanti municipali. Serve tutto, dal training per la verifica del voto amministrativo all’esercizio dell’autorità giudiziaria nei contesti locali. «Questa è l’Europa che a noi piace, quella degli scambi culturali e professionali» commenta il ministro per gli Affari europei Paolo Savona. Accanto a lui ambasciatori, diplomatici e magistrati dei due Paesi. È il segretario generale della Farnesina Elisabetta Belloni che enfatizza l’amicizia con la Tunisia, «partner strategico per la lotta al terrorismo e al traffico di esseri umani» di cui l’Italia si fa sempre più garante nel dialogo con l’Ue.
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