Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Matteo Salvini in Israele Ma Gad Lerner rappresenta solo se stesso, non ha ruoli nelle comunità ebraiche italiane
Testata: Il Sole 24 Ore Data: 11 dicembre 2018 Pagina: 7 Autore: la redazione del Sole24Ore Titolo: «Politica e Shoah, Salvini in Israele»
Riprendiamo dal SOLE24ORE di oggi, 11/12/2018, a pag.7 la breve "Politica e Shoah, Salvini in Israele".
Gad Lerner è un ebreo italiano che non ha alcuna carica e rappresenta soltanto se stesso. Perché allora il Sole24Ore sente l'esigenza di citare la sua posizione, come se fosse un rappresentante dell'ebraismo italiano?
Ecco la breve:
Matteo Salvini Gad Lerner
Così come avvenne per il leader di An Gianfranco Fini nel 2003 anche la visita da ministro del vicepremier Matteo Salvini oggi e domani a Tel Aviv e Gerusalemme è stata preceduta da polemiche sulla stampa israeliana. L'assenza nel programma di un incontro con il presidente israeliano Rivlin è stata interpretata dal quotidiano di sinistra Haaretz come una presa di distanza dalle posizioni di Salvini contro esponenti della comunità ebraica italiana come Gad Lerner. Il programma prevede infatti colloqui con il suo omologo e con il premier Netanyahu ma non con il presidente. A Gerusalemme domani la visita allo Yad Vashem e alla Sinagoga italiana che sbarrò le sue porte a Fini nel 2003. Secca la reazione di Salvini: «Vado in Israele perchè la ritengo una delle più moderne democrazie senza dovermi giustificare di alcunchè».
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