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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
21.10.2018 La storia recente di Israele attraverso le lettere di Yossi Klein Halevi
Recensione di Davide Frattini

Testata: Corriere della Sera
Data: 21 ottobre 2018
Pagina: 35
Autore: Davide Frattini
Titolo: «Un giardino a testa per ciascuno dei due vicini»
Riprendiamo dal CORRIERE della SERA - La Lettura di oggi, 21/10/2018, a pag.35, con il titolo "Un giardino a testa per ciascuno dei due vicini" il commento di Davide Frattini.

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Davide Frattini

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La copertina e l'autore Yossi Klein Halevi

La prima lettera è dedicata al «muro tra di noi» che parrebbe ostacolare ogni dialogo con il vicino del titolo. Eppure Yossi Klein Halevi è tornato a crederci, lui che, immigrato in Israele nel 1982, è passato attraverso tutti i gradi ideologici: dal rigetto estremista (giovane ebreo americano seguace del rabbino razzista Meir Kahane) alla speranza di pace (gli anni di Oslo) alle disillusioni (le tante guerre e quelle che ancora potrebbero scoppiare). Così in Letters to My Palestinian Neighbor (Harper, pp. 224, S 24,99) sceglie di rivolgersi a un palestinese che chiama «vicino perché non conosco il tuo nome», un appellativo — ammette — forse troppo disinvolto «visto che siamo intrusi nei rispettivi incubi». È rispettivi la parola: il libro è un tentativo di raccontare le aspirazioni, le convinzioni, i dolori generati negli israeliani dal conflitto che non finisce. Nel contempo cerca di creare un giardino comune (spirituale, tra le religioni monoteiste) che non sia troppo verde per gli uni e inaridito per gli altri.

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