Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
16 ottobre: Alberto Angela racconta la Shoah a Roma, la trasmissione è un successo Commento di Alessandra Comazzi
Testata: La Stampa Data: 15 ottobre 2018 Pagina: 31 Autore: Alessandra Comazzi Titolo: «Alberto Angela racconta la Shoah. Questa è la tv che lascia il segno»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 15/10/2018, a pag.31, con il titolo "Alberto Angela racconta la Shoah. Questa è la tv che lascia il segno" il commento di Alessandra Comazzi.
In televisione, i fatti, argomenti testardi, sono rappresentati dagli ascolti. Il fatto è che l’altra sera Ulisse: il piacere della scoperta, è stato seguito da quasi 4 milioni di spettatori, 18,6 di share, la percentuale di ascolto. Di sabato sera. È tantissimo. Anche perché Alberto Angela ha lasciato le sue bellezze, Cleopatre, Cappelle Sistine, affreschi pompeiani, per addentrarsi in un terreno orrorifico: il rastrellamento nel quartiere ebraico di Roma, 16 ottobre 1943. Le truppe tedesche presero 689 donne, 363 uomini e 207 bambini e bambine; 1023 persone vennero deportate ad Auschwitz-Birchenau. Solo 16 sopravvissero. Non è retorica del servizio pubblico: ma veramente Rai1 ha svolto il suo compito. Ha detto Angela: «Io non ho conosciuto tutto questo, come gran parte di voi. Ma c’è sempre il rischio che i volti bui della Storia riappaiano. L’unico modo per evitarlo è conoscerla, la Storia». E via con un paio d’ore di racconto terribile e avvincente. Un pugno nello stomaco, anche, quasi strano per il conduttore normalmente felpato, che però ha saputo andare oltre le bellezze d’Italia per ricordarci come sia facile e pericoloso chiudere gli occhi. E dimenticare. Invece, eccolo qui, il fumo dei forni crematori. Eccoli, i corpi ridotti a mucchi di ossa. Eccoli, i cadaveri ammassati. Ecco le testimonianze, di Sami Modiano e di Liliana Segre. Ed ecco gli spettatori che non se ne vanno. Social scatenati e plaudenti. Tra gli applausi, anche quelli di Celentano: «Grazie Alberto, con la tua trasmissione non solo ci aiuti a non dimenticare gli orrori del nazismo, ma a ricordarci che il seme di quelle atrocità è dentro ognuno di noi, pronto a esplodere ogni volta che, fingendo di non conoscere il prossimo, smettiamo di sorridere».
Angela è stato seguito perché è riuscito a dare voce e rappresentanza a tanti che non si sentono rappresentati, da una tv di talent e di reality. Divulgare è un’arte. Spetta proprio al servizio pubblico non lasciare lui da solo. E trovare chi sappia parlare a cuori e menti anche di musica, di teatro, di scienza. Se saprà farlo bene, il pubblico non se andrà, vedrete.
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