Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Gerusalemme: scoperta iscrizione bimillenaria con il nome completo della città Ma Avvenire scrive di 'epoca di Cristo'
Testata: Avvenire Data: 10 ottobre 2018 Pagina: 22 Autore: la redazione di Avvenire Titolo: «Gerusalemme: trovata incisione dell'epoca di Gesù col nome per esteso della Città Santa»
Riprendiamo da AVVENIRE di oggi, 10/10/2018 , a pag.3, la breve "Gerusalemme: trovata incisione dell'epoca di Gesù col nome per esteso della Città Santa".
Nella breve, il quotidiano dei vescovi fa riferimento alla scoperta "riferibile all'epoca di Cristo". In nessuna fonte dell'epoca, in realtà, si fa riferimento a "Cristo", era quindi corretto chiamarlo con il suo nome, ovvero Gesù. Per non dire 'appropriazione indebita'.
Ecco la breve:
L'iscrizione ritrovata
Gli scavi al limitare del Monte del Tempio, a Gerusalemme
Ennesima scoperta archeologica a Gerusalemme riferibile all'epoca di Cristo. Ieri è stata infatti data notizia del ritrovamento, un anno fa, di un'incisione in cui compare quella che viene considerata la più antica scritta conosciuta della parola Gerusalemme (Yerushalaim) così come si scrive oggi, per esteso, in caratteri ebraici. Si trova su una pietra cilindrica chiaramente appartenente a una casa ebraica di duemila anni fa. Pietra che i romani avevano riutilizzato per costruire un altro edificio. La scritta che vi compare recita testualmente: "Hanania figlio di Dodlos di Gerusalemme". Secondo gli studiosi la è relativa a un Anania, il padrone di casa, probabilmente di professione artigiano, a cui si fa ossequiosamente riferimento quale "figlio di Dedalo" abitante a Gerusalemme. Gli stessi archeologi hanno definito «estremamente raro» il ritrovamento in reperti di quel periodo del nome completo della Città Santa. Ed è ancora più singolare che la scritta sia chiaramente decifrabile da un qualunque bambino israeliano duemila anni dopo.
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