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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Stampa Rassegna Stampa
23.08.2018 Tutto quello che dovete sapere sui deserti del Negev e di Arava
Commento di Fabiana Magrì

Testata: La Stampa
Data: 23 agosto 2018
Pagina: 3
Autore: Fabiana Magrì
Titolo: «Nei deserti degli sportivi»

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 10/08/2018, a pag.8, con il titolo "Nei deserti degli sportivi", il commento di Fabiana Magrì.

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Fabiana Magrì

Seduti all’ombra dello «shig», la tenda di lana di capra destinata agli ospiti, Salaam e Musa offrono tè, caffe e «libba», il pane tradizionale cotto sui carboni ardenti. Soprattutto offrono storie. I due fratelli vivono in uno degli ultimi piccoli autentici villaggi beduini del Negev, non lontano dal panoramico cratere di Ramon. Salaam è un narratore di talento ed è pronto a svelare i segreti del deserto e della sua comunità ai viaggiatori. Passare dallo stile di vita tradizionale a quello moderno è una sfida, per i beduini. La nuova generazione ha capito che per conservare usi e costumi, è necessario adattarli alla realtà. Da un lato continuano ad allevare capre, cammelli e pecore e dall’altro comunicano con gli smartphone. Gli uomini imparano l’ebraico e qualche parola di inglese mentre le donne parlano solo arabo e si dedicano alle attività artigianali di tessitura su telai orizzontali a terra. L’accoglienza dei turisti s’inserisce perfettamente in questo processo di cambiamento sostenibile perché l’ospitalità fa parte della tradizione.

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Arrampicata nel cratere di Mitzpè Ramon


Le attività
I beduini non sono i soli a chiamare il Negev la loro casa. In pochi giorni di escursioni a piedi attraverso cinque villaggi lungo i 40 chilometri tra la tomba del fondatore dello Stato di Israele David Ben Gurion e la città di Mitzpe Ramon, nata per ospitare gli operai al lavoro per costruire la strada per Eilat, si incontrano anche «kibbutznikim», comunità di ebrei ortodossi e un gruppo cosmopolita di accademici e scienziati che anima la succursale nel deserto dell’università Ben Gurion, nella città di Be’er Sheva. I sentieri sono segnati, il livello di difficoltà è alla portata di tutti e le sistemazioni lungo il percorso non sono care ma rispondono anche alle aspettative del viaggiatore che ama l’avventura senza per questo voler rinunciare alle comodità e non ha problema di budget.

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È per gli sportivi che i deserti israeliani di Negev e Arava sono un vero paradiso. Oltre alle escursioni a piedi lungo l’Israel National Trail, sono sempre più battuti i sentieri da percorrere in bicicletta. Una volta l’anno si corre la Samarathon (a febbraio), gara di mountain bike tra Negev e Arava. A Mitzpe Ramon c’è un Bike Hotel fondato da due israeliani appassionati di bici, punto di riferimento per i ciclo-escursionisti, e perfino il sito archeologico Timna Park è interamente attraversato dal Bike Trail. Chi invece preferisce correre la maratona, può scegliere tra quella di Eilat (a novembre) e quella notturna da Arad a Masada (a giugno).

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Percorrendo le dune rocciose del Negev, può capitare di trovarsi improvvisamente davanti a una macchia verde. A ben vedere non si tratta necessariamente di oasi spontanee lungo il corso dei «wadi», come quella bellissima nella riserva di Ein Avdat, con tanto di cascata nella gola del canyon. A volte sono piccoli - e miracolosi - vigneti, frutto della tenacia e della conoscenza tecnologica che contraddistingue gli israeliani, come l’invenzione dell’irrigazione a goccia. La Strada del Vino nel deserto, tra Sde Boker e il Parco di Ein Avdat, è un’esperienza davvero insolita, arricchita da piccole aziende di sorprendenti allevatori e produttori - dalle capre ai formaggi all’olio d’oliva - che spesso offrono anche alloggio e attività ricreative.

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