Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Le Pen: una brutta famiglia Commento di Stefano Montefiori
Testata: Corriere della Sera Data: 08 luglio 2018 Pagina: 6 Autore: Stefano Montefiori Titolo: «Marine Le Pen anatra zoppa, così Marion scalda i muscoli»
Riprendiamo da LETTURA-CORRIERE della SERA di oggi 08/07/2018, a pag.6, con il titolo "Marine Le Pen anatra zoppa, così Marion scalda i muscoli" il commento di Stefano Montefiori
Nonno, figlia o nipote, la dinastia dei Le Pen è una gran brutta famiglia. Bene ha fatto Montefiori a ricordare la brutta figura (incompetente, ignorante di Marine durate il confronto televisivo ), un particolare che i nostri giornaloni avevano ritenuto opportuno non citare, forse per non offendere i cugini stellati italiani, così simili in quanto a incompetenza e ignoranza.
Stefano Montefiori
Mercoledì 4 maggio 2017, duello televisivo tra i vincitori del primo turno delle presidenziali francesi, a pochi giorni dal ballottaggio previsto la domenica. Marine Le Pen affronta Emmanuel Macron, è il momento decisivo nel quale raccogliere i frutti di annidi sforzi per dare di sé e del Front National un'immagine affidabile, responsabile, «presidenziabile». E un naufragio. La figlia del fondatore Jean-Marie appare provocatoria e irridente, ma anche impreparata, inadeguata, cita dati sbagliati e si fa trattare da Macron come una studentessa che ha una gran confusione in testa. Probabilmente la domenica successiva Marine Le Pen avrebbe perso comunque e i sondaggi già la davano sfavorita, ma quella brutta figura davanti a milioni di francesi ha ipotecato il suo futuro. Oggi, oltre un anno dopo, Marine Le Pen ancora non si è ripresa dalla sconfitta e soprattutto da quel dibattito catastrofico. «Il vento della storia va nella nostra direzione», continua a ripetere, e in effetti alcuni avvenimenti sembrano darle ragione: i populisti e i sovranisti avanzano in molti Paesi d'Europa, soprattutto in Italia, dove il suo alleato al Parlamento europeo Matteo Salvini è ministro dell'Interno e uomo forte del governo. Le elezioni italiane hanno dato nuovo slancio alle idee di Marine Le Pen, ma è la sua capacità di leader a essere in discussione. Ha cambiato il nome del partito da Front National a Rassemblement National: una mossa poco incisiva perché il problema è lei, con quell'immagine rimasta legata alle sconfitte del padre, e alle sue. Sono già in corso grandi manovre per prendere il suo posto. Se la destra dei Républicains e l'estrema destra dell'Rn continueranno a presentarsi divise, hanno poche chance di successo. La giovane nipote Marion Maréchal, che ha rinunciato al cognome Le Pen, ha aperto una «scuola di politica» a Lione: vuole preparare una nuova classe dirigente, che superi le divisioni a destra e la sostenga, quando sarà il momento di sostituire la zia nella corsa all'Eliseo.
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