Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
El Al contro ogni discriminazione Ecco come si comporta la democrazia israeliana tramite la sua compagnia di bandiera
Testata: Avvenire Data: 27 giugno 2018 Pagina: 15 Autore: R.E. Titolo: «El Al: 'Mai discriminazioni sui nostri voli'»
Riprendiamo da AVVENIRE di oggi, 27/06/2018, a pag.15, con il titolo "El Al: 'Mai discriminazioni sui nostri voli' " il commento a firma R.E.
Ecco come si comporta la democrazia israeliana - qui attraverso la sua compagnia aerea di bandiera - di fronte alla discriminazione.
Ecco l'articolo:
In futuro ogni passeggero che si rifiuti di sedersi accanto a un altro sarà fatto scendere immediatamente». Con queste parole, Gonen Ussishkin, presidente della compagnia di bandiera israeliana El Al, una delle più affidabili e accreditate al mondo, ha chiuso una polemica in cui l'azienda è stata trascinata da giorni. Tutto è cominciato settimana scorsa, quando un volo New York-Tel Aviv è decollato con ritardo perché quattro passeggeri ebrei ortodossi si sono rifiutati di viaggiare seduti accanto a passeggere di sesso femminile. Secondo quanto riportato dai quotidiani israeliani, i quattro haredi si sarebbero anche rifiutati di parlare con le hostess, e avrebbero ingaggiato una lunga trattativa col personale maschile di bordo. Che, alla fine, sarebbe riuscito a trovare una soluzione. Ma subito sono cominciate le polemiche, con accuse di «discriminazione di genere» rivolte a El Al e persino minacce di boicottaggio da parte di grandi aziende israeliane, pronte a utilizzate altri vettori. Quindi, la decisione dei vertici: «Qualsiasi discriminazione da parte dei passeggeri è assolutamente vietata». Cosa peraltro sancita da una sentenza pronunciata l'anno scorso dalla Corte Suprema israeliana, intervenuta su un caso accaduto nel 2015, quando, su un volo Newark-Tel Aviv, a Renee Rabinowitz, 83enne sopravvissuta alla Shoah, venne chiesto di spostarsi in seguito alla richiesta di un ortodosso. La signora Rabinowitz ha fatto causa a El Al. E ha vinto.
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