Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Berlino: vietato il velo alle maestre Cronaca di Vincenzo Savignano
Testata: Avvenire Data: 10 maggio 2018 Pagina: 17 Autore: Vincenzo Savignano Titolo: «Berlino. I giudici: una maestra non può insegnare col velo»
Riprendiamo da AVVENIRE di oggi, 10/05/2018, a pag. 17, con il titolo "Berlino. I giudici: una maestra non può insegnare col velo", la cronaca di Vincenzo Savignano.
Niente velo in classe per una maestra elementare musulmana di Berlino. Lo ha deciso un tribunale della capitale tedesca esprimendosi sul ricorso di una giovane che era stata allontanata dall'insegnamento in una scuola elementare perché portava l'hijab (il tradizionale velo islamico che copre la testa ma lascia il volto scoperto). il Municipio di Berlino, difeso da Sevran Ates, nota avvocata femminista, ha insistito sul «principio di neutralità» che prevede che polizia, insegnanti e funzionari di Corte non possono indossare simboli religiosi come la croce, la kippah o, appunto, l'hijab. Nella sua sentenza, il tribunale del lavoro ha rilevato che la donna non era stata discriminata a causa della sua religione. Il principio di neutralità invocato dall'avvocata sarebbe quindi conforme con la Costituzione tedesca. «La libertà di religione della donna non dovrebbe avere la precedenza sull'interesse della Regione di Berlino nell'organizzare le scuole primarie secondo il principio della neutralità religiosa», hanno sottolineato i giudici. La giovane, che può ancora ricorrere in appello, aveva fatto causa perché voleva insegnare in una scuola elementare con il suo hijab. La città di Berlino l'aveva assunta nel 2017 ma dopo il suo primo giorno di lavoro era stata sospesa e trasferita in una scuola professionale per fare corsi in una classe cosiddetta "di accoglienza" per i bambini rifugiati. La sentenza, secondo i media tedeschi, rappresenta un precedente giuridico importante. La legge tedesca federale impedisce a tutti i dipendenti pubblici di coprire il volto, anche con i copricapi musulmani niqab e burka. Ma non esiste un divieto nazionale per i dipendenti pubblici di indossare il velo islamico hijab e i Länder (Regioni) valutano di volta in volta, caso per caso. Non è escluso quindi che la questione possa anche diventare tema di discussione all'interno del governo federale.
Per inviare la propria opinione a Avvenire, telefonare 02/6780510, oppure cliccare sulla e-mail sottostante