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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Stampa Rassegna Stampa
24.04.2018 Yemen: eliminato il capo dei terroristi houthi filo-iraniani
Commento di Francesco Semprini

Testata: La Stampa
Data: 24 aprile 2018
Pagina: 14
Autore: Francesco Semprini
Titolo: «Yemen, i sauditi uccidono il leader dei ribelli»

Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 24/04/2018, a pag. 14, con il titolo "Yemen, i sauditi uccidono il leader dei ribelli" il commento di Francesco Semprini.

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Francesco Semprini

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Saleh al Sammad, il capo terrorista eliminato dai sauditi, non organizzerà più attentati

Saleh al Sammad, presidente del Supremo consiglio politico delle forze yemenite houthi è stato ucciso nel corso di un raid condotto giovedì dalla coalizione a guida saudita. Il leader della formazione che si ispira allo zaydismo, una branca sciita, e naturale alleata dell’Iran, è rimasto ucciso nella provincia di Hodeidah. Il suo successore è stato già nominato, si tratta di Mahdi al Mashat. Gli houthi, originari del nord-ovest dello Yemen, controllano vaste regioni del Paese, compresa la capitale Sanaa. Per la colazione l’eliminazione di Sammad è un colpo importante, l’uomo era il numero due della lista «most wanted» stilata da Riad proprio nei confronti dei nemici yemeniti, e che vede al primo posto Abdel-Malek Al houthi. Sammad a gennaio, in occasione dell’uccisione dell’ex presidente Ali Abdallah Saleh, spiegò che Saleh «stava scappando verso il sud e i combattenti che lo inseguivano non volevano ucciderlo ma prenderlo vivo», anche perché l’ex presidente si riteneva fosse custode di un tesoro su cui in molti volevano mettere le mani.

 

 

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