Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Occidente e Islam: diritti e doveri Commento di Maurizio Molinari
Testata: La Stampa Data: 21 aprile 2018 Pagina: 26 Autore: Maurizio Molinari Titolo: «Occidente e Islam, la convivenza nasce dal reciproco rispetto»
Riprendiamo dalla STAMPA di oggi, 21/04/2018, a pag.26 la risposta del direttore Maurizio Molinari a un lettore.
Caro Direttore, noto con sempre maggiore sorpresa che il mondo occidentale, in particolare quello europeo, ha una sorta di sottomissione nei confronti dell’Islam. L’episodio più sconcertante è stata la copertura delle statue nude di un museo romano, capolavori incomparabili, in occasione della visita del presidente iraniano. Vi sono stati, di recente, altri episodi simili. E che dire dell’accettazione del velo - e mi riferisco non solo a quello integrale, ma a qualunque tipo di velo - per le donne nelle nostre città? A mio avviso tutto questo nasce dal fatto che l’Occidente, sempre più agnostico e privo di un’identità, sta confondendo la tolleranza con la spersonalizzazione.
Gianfelice Campolieto
Maurizio Molinari
Caro Campolieto, l’integrazione di identità differenti è uno degli elementi di forza dell’Occidente. Ciò che distingue le democrazie dalle dittature è il rispetto di ogni tipo di minoranza. Che sia di fede, lingua, colore della pelle, genere o altro poco importa. Tanto più ogni minoranza, ogni individuo, è protetto nelle due differenze tanto più la democrazia si rafforza. Garantire diritti significa però anche far rispettare i doveri della cittadinanza. E ciò significa, in primo luogo, ottemperare alle leggi. Nelle democrazie occidentali coprire le statue per motivi religiosi significa oscurantismo, obbligare le donne a vestirsi in una certa maniera contro la loro volontà è un reato contro la persona, imporre alle donne comportamenti diversi dagli uomini significa razzismo. Dunque, venendo all’Islam nel nostro Paese o in Europa, il metodo non può che ispirarsi alla difesa dei principi dello Stato di Diritto: nessuna discriminazione a priori perché negherebbe chi noi siamo, ma il più rigido degli impegni per far condividere a chi arriva lo spirito delle nostre leggi. Ciò significa difendere un’idea di Europa e Occidente come spazi umani e luogo geografico dove ognuno può essere se stesso per propria scelta e convinzione, ma nessuno può limitare i diritti del prossimo all’unico fine di imporre i propri. La conseguenza comporta determinazione su ambo i fronti: per far comprendere a leader, migranti e visitatori stranieri che l’Europa e l’Italia proteggono ogni istanza, rivendicazione e diritto. Tranne quelli che minacciano di travolgere ciò che hanno di più caro: la propria identità. Il pericolo più serio che in questa cornice abbiamo davanti è sommare due errori: non difendere i diritti in Europa degli stranieri e rinunciare a proteggere i nostri.
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