Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Tutti uniti per Israele: perché no. Non polemica, ma parole chiare Commento di Alessandro Litta Modignani
Testata: Bet Magazine Data: 07 aprile 2018 Pagina: 1 Autore: Alessandro Litta Modignani Titolo: «Tutti uniti per Israele: perché no»
Riprendiamo dal BOLLETTINO della COMUNITA'EBRAICA di Milano (sito online) l'intervento di Alessandro Litta Modignani
Tutti uniti per Israele: perché no Commento di Alessandro Litta Modignani Presidente dell’Associazione milanese pro Israele (AMPI) e dell’Unione di associazioni pro Israele (UDAI)
Il 22 marzo scorso, a Milano, si è svolto il 2° congresso dell’Associazione Milanese Pro Israele (AMPI) aderente all’Unione di Associazioni Pro Israele (UDAI), con la mia conferma alla presidenza e l’elezione alla vice-presidenza di Alessandro Pecoraro. In occasione della relazione al congresso, mi sono sentito in dovere di aprire una polemica nei confronti dell’Associazione Italia-Israele di Milano (quella che aderisce alla Federazione) e di “Sinistra per Israele”. Nell’organizzare il convegno “Israele vista con gli occhi delle minoranze” (20 marzo, Palazzo Reale) le quattro associazioni promotrici – Unione Donne Ebree d’Italia (ADEI-WIZO), Amici di Israele (ADI), Appuntamento a Gerusalemme e la nostra – hanno dovuto amaramente prendere atto del rifiuto di Italia-Israele di partecipare all’evento. Ho giudicato questa assenza una “diserzione inqualificabile” e ringrazio questa testata per offrirmi l’opportunità di ribadire qui le stesse parole. E’ un bene che vi sia un grande pluralismo associativo, a sostegno di Israele, se serve a moltiplicare le iniziative. Ma quando vengono in Italia ospiti da Israele, in particolare tre coraggiosi giovani non ebrei, che hanno fatto il servizio militare e si sono ben inseriti in quella società aperta, io credo che tutti i difensori di Israele abbiano il “dovere” concorrere al successo dell’iniziativa, al di là di ogni distinzione politica o associativa. Al contrario, abbiamo assistito a un rifiuto settario e ingiustificato. Avevo sperato che l’elezione di Monsignor Fumagalli alla presidenza dell’associazione Italia-Israele, lo scorso anno, potesse servire a superare certi atteggiamenti e chiusure, ma evidentemente mi ero illuso. Mi è sembrato giusto puntualizzarlo, per mettere tutti al corrente dell’accaduto. Per quanto riguarda Sinistra per Israele, ho poi fatto riferimento a un convegno tenuto lo scorso anno, il 5 giugno alla Libreria Claudiana, in occasione del 50° anniversario della Guerra dei Sei Giorni. Di nuovo, mi è sembrato doveroso rilevare che, in quella circostanza, abbiamo sostanzialmente assistito a un attacco allo Stato di Israele, con la visione di un filmato che metteva in luce solo gli aspetti negativi, dolorosi e “censurati” di quella guerra. Nel successivo dibattito, uno dei relatori ha sostenuto che dai filmati emergevano i “crimini di guerra” (testuale) commessi nel ’67 dall’esercito israeliano. La presentazione del resto già preannunciava una realtà “ben diversa da quella ufficiale”. Io penso che Sinistra per Israele possa e debba avere un ruolo importante, a Milano e in Italia, nel cercare di contrastare i tanti pregiudizi che, su quel versante politico, puntano a delegittimare e a denigrare l’unica democrazia del Medio Oriente; mentre non penso affatto che serva una “Sinistra per Israele”, se concorre alla criminalizzazione dello Stato ebraico. Per quest’ultimo scopo, la tradizionale sinistra “contro” Israele basta e avanza. Queste critiche mi hanno esposto, su Facebook e altrove, ad accuse di falsità, faziosità ed estremismo che respingo con la massima fermezza. Nella difesa di Israele occorre tenere la barra ritta, senza farsi condizionare da appartenenze e contingenze politiche. Chi difende Israele deve farlo con onestà intellettuale, con coraggio e soprattutto senza ambiguità.
Alessandro Litta Modignani
Per intervenire nel dibattito scrivere a ilaria.myr@com-ebraicamilano.it.