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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Avvenire Rassegna Stampa
23.03.2018 'Foxtrot': nei cinema in Italia l'atteso film di Samuel Maoz
La recensione neutra di Avvenire

Testata: Avvenire
Data: 23 marzo 2018
Pagina: 15
Autore: A.DeLu.
Titolo: «Per riflettere su fatalità e destino»

Riprendiamo da AVVENIRE di oggi, 23/03/2018, a pag. 15, con il titolo "Per riflettere su fatalità e destino", la recensione a firma A.DeLu.

Pubblichiamo la recensione di Avvenire, neutra, in attesa di vedere il film. Ricordiamo, dello stesso regista Samuel Maoz, il capolavoro "Lebanon", Leone d'Oro a Venezia nel 2009.

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                                     La locandina             

Ecco l'articolo:

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Samuel Maoz

Una coppia di israeliani è distrutta dalla notizia che loro figlio, Jonathan, è morto durante il servizio militare. Ma poi un'altra notizia altrettanto sconvolgente cambierà per sempre le loro vite. Gran Premio della Giuria al Festival di Venezia, Foxtrot di Samuel Maoz, costruito in tre atti come una tragedia greca, è una riflessione su fatalità, destino, coincidenze e caos, su ciò che possiamo controllare e ciò che ci sfugge, e mette a confronto due generazioni alle prese con lo stesso trauma, quello di un conflitto che diventa eterna condanna. Così come nel foxtrot, anche nel film si torna al punto di partenza seguendo i passi di questa «danza con il destino», come l'ha definita lo stesso regista, apologo morale dal doppio colpo di scena che scivola nel teatro dell'assurdo, così presente nella cultura ebraica, e si tinge di amarissimo umorismo.

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